Alessio Brandolini è nato a Frascati nel 1958. Nel 1991 ha vinto la sezione inediti del “Premio Montale” con la silloge poetica L’alba a piazza Navona, pubblicata nel 1992 da Scheiwiller. Ha curato l’edizione italiana della raccolta poetica di Jorge Boccanera Sordomuta (tradotto con Verónica Becerril – LietoColle, 2008; premio Camaiore 2008, sez. Internazionale). Organizza letture e incontri letterari, soprattutto con il gruppo I Libri In Testa, ed è redattore della rivista “Almanacco del Ramo d’Oro”. Ha ideato e coordina Fili d’aquilone, rivista web di “immagini, idee e Poesia”.
20 October 2008
TEVERE IN FIAMME di Alessio Brandolini
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Le prime impressioni sono, almeno in me, quelle che restano, con profondi echi di significato. Non so per altri. Ecco cosa ho colto dalle poesie di Brandolini: due temi concatenati, credo, il conflitto Tevere-Tropici e Padre-Figlio. Non ricordo e non voglio controllare testualmente per non perdere questa felicità di flusso, ma c’è un’immagine di un padre che prende la mano del figlio, o vuole… . E ci sono molte immagini di animali frutti con sentori e colori esotici. Bene, Brandolini, esprime il fondamentale tema dello sradicamento del poeta – da Baudelaire in poi… ma Ovidio?, il tema è perenne nella lirica – della separazione del cantore dalla sua terra, della nostalgia del canto per quello che non si possiede e non si è mai posseduto. Mi ha colpito anche, ma è un rilievo stilistico – forse ormai esistenziale per l’autore? – la poesia finale, più lunga, molto più estesa. Che Brandolini cerchi di estendere il proprio canto anche sulla pagina? Sapete che per i poeti l’alternanza breve o lungo è questione importante. Sotto questo segno dell’incertezza, io ho letto tutto con piacere, e alcune impressioni rimaste sono interessanti. Poi il titolo, il fuoco è un’immagine retorica, attiva, che funziona sempre perchè, anche qui in modo ambivalente, unisce il desiderio di tabula rasa e il dolore per quello che non ci sarà più. In alcuni versi di Brandolini ho sentito anche impotenza: il fuoco è un auspicio, allora?
Comment by roberto ruperts — 30 January 2009 @ 7:25 pm