Breve, chiara, coinvolgente (“sono una bambina abbandonata”) l’intervista che ho letto. Capisco quanto la nostra cultura – tanto sbandierata – non sappia un tubo: dove le trovo le poesie di Claudine? Qualcuno le ha tradotte e pubblicate? La seconda cosa che mi ha incuriosito: credo che la voce femminile sia stata nel 900 più potente di quella maschile. Invidio alle poetesse la loro concretezza significante nel dettaglio. So che anche l’intervistatrice lo è. L’articolo ci guadagna.
Il Quebec ci ha dato ultimamente dei prodotti culturali e di spettacolo interessantissimi che hanno raggiunto una dimensione internazionale:
Cirque du soleil che ci ha offerto un circo stilizzato, elegante, futurista ma soprattutto scevro dagli aspetti tradizionalemte piu` tristi di questo tipo di spettacolo, le deformita` messe in mostra per far ridere e gli animali.
L’altro recente prodotto del Quebec e` una serie di video: Tetes a claque ( facce da schiaffi) che mostrano personaggi tipici del Quebec che si esprimono nel francese colorito e divertente della regione Franco-canadese. Nonostante la lingua a volte difficile da comprendere anche per i francofoni del resto del mondo, Tetes a Claques ha quel carattere di universalita` che caratterizza il grande teatro internazionale, Shakespeare, Eduardo etc…Non credo che siano ancora arrivati in Italia ma spero che cio` avvenga presto.
Last but not least abbiamo poeti come Claudine che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente. Personaggio meraviglioso, ho apprezzato soprattutto la sua affermazione secondo cui il poeta al giorno d’oggi deve descrivere la condizione umana senza necessariamente asservirsi a un partito politico.
E tuttavia , senza voler politicizzare troppo l’argomento, ho l’impressione che non sia un caso il fatto che tutte queste voci nuove e fresche vengano da una paese che quasi correva il rischio di perdere completamente la propria lingua e la propria cultura per essere assorbita totalmente dal contesto anglofono che lo ancora lo circonda. Brava Claudine e brava Viviane per aver saputo fare le domande giuste!
January 26th, 2009 at 4:38 pm
Breve, chiara, coinvolgente (“sono una bambina abbandonata”) l’intervista che ho letto. Capisco quanto la nostra cultura – tanto sbandierata – non sappia un tubo: dove le trovo le poesie di Claudine? Qualcuno le ha tradotte e pubblicate? La seconda cosa che mi ha incuriosito: credo che la voce femminile sia stata nel 900 più potente di quella maschile. Invidio alle poetesse la loro concretezza significante nel dettaglio. So che anche l’intervistatrice lo è. L’articolo ci guadagna.
January 28th, 2009 at 9:43 pm
Il Quebec ci ha dato ultimamente dei prodotti culturali e di spettacolo interessantissimi che hanno raggiunto una dimensione internazionale:
Cirque du soleil che ci ha offerto un circo stilizzato, elegante, futurista ma soprattutto scevro dagli aspetti tradizionalemte piu` tristi di questo tipo di spettacolo, le deformita` messe in mostra per far ridere e gli animali.
L’altro recente prodotto del Quebec e` una serie di video: Tetes a claque ( facce da schiaffi) che mostrano personaggi tipici del Quebec che si esprimono nel francese colorito e divertente della regione Franco-canadese. Nonostante la lingua a volte difficile da comprendere anche per i francofoni del resto del mondo, Tetes a Claques ha quel carattere di universalita` che caratterizza il grande teatro internazionale, Shakespeare, Eduardo etc…Non credo che siano ancora arrivati in Italia ma spero che cio` avvenga presto.
Last but not least abbiamo poeti come Claudine che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente. Personaggio meraviglioso, ho apprezzato soprattutto la sua affermazione secondo cui il poeta al giorno d’oggi deve descrivere la condizione umana senza necessariamente asservirsi a un partito politico.
E tuttavia , senza voler politicizzare troppo l’argomento, ho l’impressione che non sia un caso il fatto che tutte queste voci nuove e fresche vengano da una paese che quasi correva il rischio di perdere completamente la propria lingua e la propria cultura per essere assorbita totalmente dal contesto anglofono che lo ancora lo circonda. Brava Claudine e brava Viviane per aver saputo fare le domande giuste!