25 January 2009

UN TUBERO COME MUSA – Jean Foucault –

Category: progetto culturale — admin @ 4:39 pm

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Quando si nasce tubero – una patata, nel caso specifico – il destino, appare crudele: nella migliore delle ipotesi si finisce nel piatto, poi sotto il palato del consumatore. Ma i poeti o gli artisti, si sa, hanno uno sguardo sugli oggetti che ci circondano, sull’infinitamente umile, che non è quello dei comuni mortali. Ci fanno capire come la poesia, l’arte in genere, possa liberare nell’umano l’atteggiamento della prossimità alle minime creature.

Ed ecco che una semplice patata diventa oggetto di osservazione, certezza sensibile, pensiero metafisico, poi gentile ossessione e infine musa a cui dare nomi come Monna Lisa o Charlotte. Questa è stata l’esperienza di un poeta, Jean Foucault  (il Gianni Rodari francese) che racconta:

 

«M’impunto su UNA patata, UNA SOLA. Così, dal mese di ottobre 1997 a settembre 2001, andai a trovarla ogni mattina. Era libera sul mio tavolo, vicino alla finestra. Non fuggì mai. E dai nostri rapporti quotidiani dovevano nascere momenti-geografi, momenti- personaggi, momenti-animali. Quindi, il sorgere di tutto un mondo di cui questa galleria di ritratti è uno degli elementi che lo costituiscono…»  

 

Tre piccoli volumi attorno all’argomento, una sorta di diario di bordo vengono alla luce  per le edizioni Corps Puce (collection Liberté sur Parole en hommage à Octavio Paz).

 

Da cosa nasce cosa, in questi giorni la mostra:

LA POMME DE TERRE EST BONNE À RÊVER

nota di Viviane Ciampi

 

 

Tubercules

La pomme de terre est bonne à rêver

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