

«La saggezza» diceva Paul Valéry «è quella virtù che se un poeta non la possiede dovrebbe inventarsela». Questa riflessione fa venire in mente che il percorso poetico di Elio Andriuoli si basa proprio su questa virtù avvertita dal lettore quasi come un fatto naturale. Ma egli tiene presente che saggi non si nasce, anzi, si arriva ad esserlo seguendo una sorta di percorso del combattente che passa attraverso affanni e prese di coscienza come dimostra nell’incipit della poesia eponima alla raccolta: «Ardue sono le vie della saggezza / ed a fatica le percorri». Il poeta si affida a un’esperienza intima che presuppone lunghe e profonde meditazioni, e nel contempo desidera condividerle in parole vibranti di affetto autentico, cosa ormai rara in poesia: «E’ dolce, amici, in questo chiaro giorno / trovarci insieme per dire parole» (Approdi eterni). La sua ricerca trae nutrimento dalla lettura, come si può riscontrare nella poesia rivolta a Dante «Ma tu riaccendi le mie forze» e dalla scrittura, in quanto crede nel permanere della parola che tuttavia richiede passione, umiltà, ascesi: «La gioia di un bel verso ti compensa / d’infinite amarezze» (Un verso). Molti sono i temi toccati nella raccolta che comprende tre sezioni (Il tempo e la parola, Le vie della saggezza, Il dono della voce) e in ogni poesia si ascolta una voce singolare e pura, che pare svelarci nel suo insieme una formula, il segreto del “come vivere”, come allontanare ogni pensiero in grado di farci disprezzare la vita. In cammino verso la saggezza egli affronta il senso dell’irreversibilità della condizione umana in postura d’attesa dinanzi alla «favola del poi» che non prevede affatto un’incosciente sospensione del dolore. Malgrado molti versi sulla gioia, sulla grazia, sulla bellezza, s’indovina qua e là una ferita, una leggera frattura. Ma mai dell’Essere per intero. La postura più saggia, dunque, è quella di un’attesa feconda, di “risveglio a se stesso”, poiché il poeta accetta di iscriversi, consapevole, nel tempo che a tutti è stato assegnato. Non vi sono in lui, ragioni di fughe, di abitare il gelo.
(nota di Viviane Ciampi)

Lenzuolo-manifesto della mostra “Lettere”
Lettere manoscritte (video inauguazione mostra a Genova, Biblioteca Berio)

In un’epoca in cui la corrispondenza tradizionale sembra in via di estinzione, sostituita da messaggi trasmessi solo per via telematica, e in cui pochi pensano ancora alla possibilità di scrivere una missiva a mano, può essere utile tornare a farlo, per una volta, in forma personale e inventiva. L’intento della mostra, che sarà allestita a Genova, è quello di riportare l’attenzione sul genere «lettera», intesa come «frammento intimo», foglio sparso, appunto necessario a scandagliare l’animo umano con emozioni e pensieri pertinenti al processo creativo dell’artista. Scrive Rainer Maria Rilke a un’amica: «No, non lo faccio per lei, ma piuttosto per la “cosa”, per ciò che è il mio lavoro – finalmente in tutte le lettere c’è una traccia della sua intensità che vibra e si comunica; niente è perduto di ciò che ha vibrato una volta oltre un certo grado di intensità».
Lettere ormai impossibili da scrivere
Lettere segrete e misteriose
Lettere scritte in lingue sconosciute
Lettere ironiche
Lettere oniriche
Lettere ludiche
Lettere illeggibili
Immagini di lettere…
Il progetto, partito da Genova con timidezza, ha fatto il giro del mondo. La comunicazione globale ha permesso di diffondere in breve tempo l’idea.
Quindi il contrario della lettera scritta a mano e spedita per posta in una busta ha favorito la trasmigrazione di questo progetto in ogni dove e più di venti sono stati i paesi partecipanti e altrettante, circa, le lingue.
Ci sono stati rifiuti, differimenti, incertezze, dinieghi, ma anche entusiasmo e collaborazione.
Siamo stati sepolti dalle lettere, confusi dalle lettere, dalle lingue spesso incomprensibili e dalle forme imprevedibili.
Si creerà un archivio aperto di queste lettere. Abbiamo il desiderio di proseguire.
Un tempo erano l’unico modo per comunicare.
Poi c’è stato l’arrivo del telefono che ha cambiato ancora le cose.
Ma il loro valore è rimasto nella nostra memoria: la segretezza, l’attesa di quel messaggio che potevi trovare o no nella cassetta della posta. A volte le lettere viaggiavano per mesi prima di arrivare a te.
Tutto è ormai cambiato: gli SMS e le e-mail arrivano in tempo reale o non arrivano mai, e tuttavia perdura un’eco di quel meraviglioso senso di incertezza, specialmente se il messaggio poteva racchiudere novità importanti o memorie d’amore.
Le lettere scritte a mano rappresentano una magia di comunicazione che non dobbiamo dimenticare, anche se, oggi, altri sono i mezzi veloci che comunque possono darci emozioni forti.
C’è stato indubbiamente un passaggio epocale e ora noi vogliamo ricordare, creando un archivio che assumerà forse la valenza di un piccolo contributo a un’ archeologia della lettera .
Per chi vorrà, accoglieremo ancora queste tracce di un tempo che velocemente scorre e ci sovrasta.
Webmaster: Domingo Donato
Progetto e sito web a cura di Silvia Ballerini, Luisella Carretta, Carolina Cuneo, Domingo Donato, Maurizio Olita, Viola Pagliano, Alessandra Russo e con il contributo di Viviane Ciampi.
In collaborazione con: Biblioteca Berio-Sezione di Conservazione e Ufficio Comunicazione Promozione Eventi Culturali.
Letters note in english
Lettres note en français
Tre esempi di lettere tra le molte arrivate:
Cécile Oumhani

Lilla Agrafioti

Bartolomé Ferrando

Comunicato stampa
I partecipanti – participants
www.leariedeltempo.it (per leggere ogni singola lettera)
(pour lire chaque lettre)
(to read every single letter)

“Ognuno di questi scatti, di questi scorci di vita, condensa per me un’emozione o una sensazione profonda che non avrei saputo descrivere a parole, dei miei ormai numerosi e frequenti itinerari portoghesi, quasi a costituire momenti diversi di un “diario dello sguardo”. Ciò che mi aveva colpito fin dal primo incontro con questa terra era prima di tutto la luce, la luce particolare del cielo, intensa e dolce, che ha creato un’atmosfera magica, quasi fuori dal tempo e ha contribuito a formare l’identità di questo paese, che continua a conservarsi intatta negli anni nonostante il progresso. La modernità, infatti, non ha cambiato le persone, che continuano a seguire i ritmi lenti, più vicini ai naturali ritmi interiori, apprezzando i momenti di vita in comune e gustando le gioie più semplici.
Ad Oporto, per esempio, lo scorrere lento delle acque del fiume ha fermato miracolosamente il flusso del tempo. Anche il cielo che avvolge la città con una peculiare luminosità ha contribuito. La modernità non è riuscita a modificare questo luogo e le persone che lo abitano”.
Biobibliografia


Il progetto artistico di Alina Rizzi (www.segniesensi.it) nasce come stimolo alla fantasia delle donne, alla loro abilità più antica – il cucito e la manipolazione di lana, fili, tessuto – e alla solidarietà tra donne. Una coperta lavorata da tante mani femminili, che scalda dentro e fuori, creando una rete invisibile, ma autentica tra sconosciute di ogni luogo: quindi un lavoro in progress, che non si pone un punto di arrivo.
Quest’opera composta da 150 lavori di artiste di differenti nazionalità, cuciti insieme per formare una composizione della misura di cm 300 x 450. La mostra “La coperta delle donne” è già stata presentata con notevole interesse a Mosca, Milano, Como e Genova.


“Se Giulio Bollati non avesse letto la lettera in cui gli illustravo il mio primo romanzo Il male addosso e incuriosito non mi avesse chiesto di leggere il manoscritto, tutta la fortuna editoriale che ne è seguita non avrebbe potuto compiersi. A lui devo il mio inizio, a lui il battesimo della mia prima pubblicazione di cui volle curare tutto, anche la copertina. Il giorno in cui ci conoscemmo mi disse che ero una vera scrittrice e al mio imbarazzato stupore con autorevolezza mi ricordò che sapeva bene quel che affermava, aveva lavorato con Pavese, Calvino, Pasolini. E quando il romanzo ebbe successo non fu sorpreso ma soddisfatto e orgoglioso, non sapevamo che sarebbe stato l’ultimo libro su cui personalmente lavorò. Morì poco dopo lasciandomi in eredità punti fermi dei nostri intensi colloqui: ed è da qui che è iniziato il mio cammino nella scrittura”.
Il male addosso e All’ombra dei girasoli
biobibliografia



“La mia poesia si mischia con gli arcani della mia storia personale, piccola goccia d’acqua nella mutevolezza del mondo, ed è ciò che cerco, poter toccare l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande in una sensualità di cose ritrovate al di là dei giudizi di valore, al di là di ciò che se ne dice, al di là del dominio sociologico del mondo. Da qui la creazione del senso, creazione di vita con gli attrezzi della lingua, creazione d’immaginario e di universi poetici il cui fervore rimanda a quei milioni di esseri incontrati durante il percorso, per taluni accompagnati in un pezzo più o meno lungo di strada”.
“Ma poésie se confond avec les arcanes de mon histoire personnelle, petite goutte d’eau dans la mouvance du monde, et c’est cela que je cherche, toucher l’infiniment petit et l’infiniment grand dans une sensualité des choses retrouvées au-delà des jugements de valeur, au-delà de ce qu’on en dit, au-delà de la maîtrise sociologique du monde. D’où la création du sens, création de vie avec les outils de la langue, création d’imaginaire et d’univers poétiques dont la ferveur renvoie à ces millions d’êtres rencontrés en chemin, pour certains accompagnés un bout plus ou moins long du chemin”.
Ma poésie se confond avec les arcanes de mon histoire personnelle
D’après Nous la mémoire
Biobliographie

soldier after death

Melissa MEY (Melissa Melek Ezgi Yücel), photographer, painter, è nata a Yalova (Turchia)
biobibliografia
www.melissamey.com