Mon 25 May 2009
IL MITO COME ALTERITÀ IN LETTERATURA NEL PENSIERO DI FURIO JESI – di Davide Finco
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“Furio Jesi (1941-1980) fu egittologo, mitologo e in seguito germanista. Le sue analisi critiche interessarono il ruolo del mito in letteratura, ma più in generale nell’arte, visto che «nella sua genesi e nella sua epifania l’opera d’arte è sempre materiata di miti», ossia fin dalla sua nascita e nel suo manifestarsi (all’artista come allo spettatore) l’opera d’arte è costituita da miti.
Possiamo intendere l’alterità del mito fin da subito in due sensi: come termine di confronto fondamentale nell’esperienza umana, della quale l’arte è un momento particolare; e come tratto discriminante della differenza tra gli antichi, che avevano accesso diretto e autentico all’epifania del mito, e i moderni, ai quali è rimasta solo l’esperienza diretta della rappresentazione del mito.
Nell’introduzione di Mito (1973), che si propone come storia della “scienza del mito”, Jesi si chiede in cosa consista e se abbia una propria autonomia: le risposte a queste due domande, come mostra l’autore, dipendono dal contesto culturale e dalla posizione del singolo studioso, ma in epoca moderna confermano la distanza dell’uomo dall’autentica esperienza del mito”.
Il mito come alterità in letteratura nel pensiero di Furio Jesi







