<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Comments on: UNA SITUAZIONE PROVVISORIA (Cosio 1957) di Sandro Ricaldone</title>
	<atom:link href="http://progettogeum.org/2009/06/28/una-situazione-provvisoria-cosio-1957-di-sandro-ricaldone/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://progettogeum.org/2009/06/28/una-situazione-provvisoria-cosio-1957-di-sandro-ricaldone/</link>
	<description>Forme di espressione dell’ingegno letterario, scientifico, artistico e tecnologico. A Genova. In Europa. Nel Mondo.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 09 Dec 2011 23:55:38 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
	<item>
		<title>By: angelo</title>
		<link>http://progettogeum.org/2009/06/28/una-situazione-provvisoria-cosio-1957-di-sandro-ricaldone/comment-page-1/#comment-1380</link>
		<dc:creator>angelo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 08:43:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://progettogeum.org/?p=955#comment-1380</guid>
		<description>ho frequentato circa vent&#039;anni fa roberto, il figlio di giuliana marras, e mauro de luca. siccome avrei intenzione di includere un capitolo di tematiche manicomiali nel saggio storico in gestazione, mi chiedo se sarà possibile utilizzare il blog inerente all&#039;esperienza artistica maturata a quarto.
ringraziando, resto in attesa di risposta via mail.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho frequentato circa vent&#8217;anni fa roberto, il figlio di giuliana marras, e mauro de luca. siccome avrei intenzione di includere un capitolo di tematiche manicomiali nel saggio storico in gestazione, mi chiedo se sarà possibile utilizzare il blog inerente all&#8217;esperienza artistica maturata a quarto.<br />
ringraziando, resto in attesa di risposta via mail.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: roberto  ruperts</title>
		<link>http://progettogeum.org/2009/06/28/una-situazione-provvisoria-cosio-1957-di-sandro-ricaldone/comment-page-1/#comment-169</link>
		<dc:creator>roberto  ruperts</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 18:16:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://progettogeum.org/?p=955#comment-169</guid>
		<description>Attendo con interesse la pubblicazione delle prossime puntate. In effetti, dopo il situazionismo, la fine dell&#039;arte si è fatta più chiara, marcata dall&#039;esponenziale crescita, secondo le apocalittiche previsioni di Anders e altri - i filosofi più consapevoli - della società di massa con i suoi rituali consumistici. Quello che tutti - avanguardisti e/o non - credevano un gioco, quindi sarebbe stata possibile anche la sua destrutturazione, semantica, ludica,  infine politica, si è confermato, invece, l&#039;unico gioco possibile: produrre e consumare. Tutto cadendo sotto la categoria dello spreco, all&#039;artista-filosofo-interprete ecc., non è rimasto più nulla da fare e/o dire. Oggi, forse, ed è un invito all&#039;autore del saggio per rifletterci, occorre tornare indietro, alla tradizione che precede il disfacimento attuale. Ma ne riparleremo, credo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Attendo con interesse la pubblicazione delle prossime puntate. In effetti, dopo il situazionismo, la fine dell&#8217;arte si è fatta più chiara, marcata dall&#8217;esponenziale crescita, secondo le apocalittiche previsioni di Anders e altri &#8211; i filosofi più consapevoli &#8211; della società di massa con i suoi rituali consumistici. Quello che tutti &#8211; avanguardisti e/o non &#8211; credevano un gioco, quindi sarebbe stata possibile anche la sua destrutturazione, semantica, ludica,  infine politica, si è confermato, invece, l&#8217;unico gioco possibile: produrre e consumare. Tutto cadendo sotto la categoria dello spreco, all&#8217;artista-filosofo-interprete ecc., non è rimasto più nulla da fare e/o dire. Oggi, forse, ed è un invito all&#8217;autore del saggio per rifletterci, occorre tornare indietro, alla tradizione che precede il disfacimento attuale. Ma ne riparleremo, credo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

