21 September 2009


Cliccare qui per vedere il video-omaggio a Umberto Bindi
Umberto Bindi, uno dei più importanti compositori italiani del nostro secolo, autore de “Il mio mondo”, “Arrivederci”, “Il nostro concerto”, per più di trent’anni fu sostanzialmente emarginato dalle produzioni musicali. Continuò però a comporre, in solitudine, affidando le sue musiche a un registratore a cassette. Lo fece “tanto per scrivere” come disse lui stesso durante un concerto. L’erede Massimo Artesi ha affidato a Gian Piero Alloisio tutto il materiale registrato dall’artista scomparso (con almeno un centinaio di musiche inedite), e il 30 settembre a Genova verrà presentato per la prima volta un campione di alcuni inediti, alla presenza di artisti, intellettuali e amici.
Ci piacerebbe che mercoledì 30 settembre foste presenti anche voi per questo Omaggio a un artista che, benché ormai escluso dal mercato, ha continuato a comporre regalandoci un tesoro ancora tutto da scoprire.
Partecipano: Gian Piero Alloisio, Roberta Alloisio, Martina Benedetti, Giorgio Calabrese, Sara Danzatore, Vittorio De Scalzi, Giua, Maurizio Maggiani, Adolfo Margiotta, Gianni Martini e il Coro “4 Canti”, Andrea Mora, Myria Selva, Federico Sirianni, i Sismica, Marco Spiccio, Dino Stellini e Barbara Bosio, Fondazione Luzzati- Teatro della Tosse.
Contributi letterari e video originali: Giuliano Galletta, Bruno Lauzi, Gad Lerner, Moni Ovadia, Gino Paoli.
Attraverso alcune “incursioni” fra il pubblico, Alloisio coinvolgerà inoltre vari personaggi del mondo della cultura, della politica e dello spettacolo che saranno presenti in sala oltre ai familiari e agli amici di Umberto Bindi.
L’ingresso al Salone del Maggior Consiglio è libero, fino a esaurimento posti.
Ringraziamo la RAI, il Progetto Geum e la Stanza della Poesia di Palazzo Ducale.
Tanto per scrivere.
L’opera inedita di Umberto Bindi
Conferenza musicale teatrale condotta e diretta da Gian Piero Alloisio
Genova, mercoledì 30 settembre 2009 ore 21
Salone del Maggior Consiglio, Palazzo Ducale di Genova
Simonetta Cerrini
ATID tel. 3804522189 www.gianpieroalloisio.it
La locandina dell’evento
19 September 2009


Il festival di poesia « Voix de la Méditérannée » che si svolge ogni anno a fine luglio nel sud della Francia nella città di Lodève è giunto quest’anno alla sua dodicesima edizione, “non senza difficoltà economiche” lamenta Maïthé Valiès Bled, la direttrice. Eppure questo festival offre momenti essenziali per la vita culturale e per ascoltare nuovi poeti, nuove lingue, nuove sonorità. Indimenticabili le letture da seguire sospesi nell’amaca. Molto ricercate anche quelle previste presso le rive della Soulondre, tra i salici piangenti, dette anche “sieste poétique” (pennichella poetica), dove il pubblico è comodamente sdraiato su poltrone galleggianti coi piedi a bagno, mentre ascolta poeti e musicisti arrivati da ogni dove, oppure a mezzanotte sotto la tenda dei “conteur”, o dei “griot” che incantano con le loro storie di villaggio o di carovanieri. Gli organizzatori di “Progetto Geum” erano presenti e vi offrono una serata lodeviana in un luogo vicino al fiume chiamato “Les jardins de la Mégisserie”. La serata era dedicata ai poeti “performer”. Julien Blaine faceva gli onori di casa, a modo suo, vale a dire alla maniera di Julien Blaine, irriverente, detestando i microfoni, gridando o sussurrando in molte lingue e comunque sorprendendo. Prendere o lasciare. Performer, dicevamo? A ben pensarci preferiamo chiamarli poeti tout court perché, come sempre, la poesia resiste ad ogni tentativo di definizione… (nota di Viviane Ciampi)
Serata di performance (video di Lino Cannizzaro)
18 September 2009
![copertina-luna-persa-max-manfredi[1] copertina-luna-persa-max-manfredi[1]](http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/09/copertina-luna-persa-max-manfredi1.bmp)
“LUNA PERSA” TRIONFA AL PREMIO TENCO!
“Luna persa” ha vinto la Targa Tenco 2009 assegnata dal Premio Tenco. Nella categoria “Miglior disco dell’anno” la folta giuria di giornalisti che votano per le Targhe ha assegnato il primo posto al disco di Max Manfredi con uno “schiacciante consenso” (come specificato nel comunicato ufficiale diffuso dal Tenco) sugli altri finalisti. Max sarà ospite della Rassegna, che si terrà dal 12 al 14 novembre.
Per altre informazioni: www.clubtenco.it
Max Manfredi

Max Manfredi, di Genova, è artista di grande intensità ed originalità, amatissimo da un pubblico negli anni sempre più consistente, che l’ha conosciuto attraverso un incessante tam tam (anche in rete) e una continua attività concertistica, non solo italiana. Fra i tanti estimatori, Roberto Vecchioni (che ne ha parlato come di “un capostipite, uno che non posso nemmeno limitare con il termine di cantautore: è un intellettuale”) e lo stesso De André, che lo definì “il più bravo” parlando di cantautori italiani (Gazzetta del lunedì, 23 giugno 1997).
www.maxmanfredi.com
www.myspace.com/manfredimax
www.myspace.comlunapersa
17 September 2009


«Sempre, lo Stato si scagiona in nome del Bene pubblico, della violenza ch’esso esercita. E naturalmente, rappresenta codesta violenza come la garanzia stessa di quel Bene, mentre non è nient’altro che la garanzia del suo potere. La realtà di cui si parla resta di solito mascherata dall’obbligo di assicurare la protezione delle persone e delle proprietà, vale a dire della loro sicurezza. Finché questa apparenza è rispettata, a ciascuno tutto appare normale e conforme all’ordine sociale. La situazione mostra la sua vera natura soltanto a partire da un eccesso di protezione che rivela un eccesso di presenza poliziesca. Da allora, ognuno comincia a percepire una violenza latente, che finge di essere un servizio pubblico soltanto per assoggettare i suoi utenti.
Quando le cose arrivano a tal punto, lo Stato deve ovviamente inventare nuovi pericoli per giustificare lo spiegamento forsennato della sua polizia: il pericolo più idoneo oggi per servire da scusa è il terrorismo».
« Toujours, l’État s’innocente au nom du Bien public de la violence qu’il exerce. Et naturellement, il représente cette violence comme la garantie même de ce Bien, alors qu’elle n’est rien d’autre que la garantie de son pouvoir. Cette réalité demeure masquée d’ordinaire par l’obligation d’assurer la protection des personnes et des propriétés, c’est-à-dire leur sécurité. Tant que cette apparence est respectée, tout paraît à chacun normal et conforme à l’ordre social. La situation ne montre sa vraie nature qu’à partir d’un excès de protection qui révèle un excès de présence policière. Dès lors, chacun commence à percevoir une violence latente, qui ne simule d’être un service public que pour asservir ses usagers. Quand les choses en sont là, l’État doit bien sûr inventer de nouveaux dangers pour justifier le renforcement exagéré de sa police : le danger le plus apte aujourd’hui à servir d’excuse est le terrorisme ».
Prontuario di umiliazione
Précis d’humiliation
8 September 2009


Nato il 31 marzo 1976, in Francia, Pascal Truchet si è laureato in lettere moderne a Lione, sua città di nascita, con tesi sull’opera di Louis-René des Forêts e la scrittura frammentaria. Attualmente insegna lettere nella regione della Franche Comté, a Vesoul. Molte le letture pubbliche su autori come Claude Simon, Pablo Neruda, Federico Garcia Lorca e Walt Whitman. Viaggia e scopre New York, il Quebec, la Romania, La Pologna, l’Ungheria, l’Egitto, l’Italia, la Spagna, l’Irlanda… viaggi che si rivelano nutrimento per la sua prima pubblicazione: un lungo e denso racconto poetico intitolato De Terres et d’Ecumes di cui riportiamo alcuni stralci in versione bilingue, in attesa del suo quasi ultimato prossimo romanzo.
Né le 31 mars 1976, Pascal Truchet fait ses études de lettres modernes à Lyon, sa ville natale. Il y fait des lectures publiques autour de l’oeuvre de Claude Simon, Pablo Neruda, Federico Garcia Lorca et Walt Whitman. Il travaille sur l’oeuvre de Louis-René des Forêts et l’écriture fragmentaire. Il voyage et découvre New York, le Québec, la Roumanie , la Pologne , la Hongrie , l’Egypte, l’Italie, l’Espagne, l’Irlande… voyages qui nourrissent sa première publication, laquelle est un récit poétique intitulé De Terres et d’Ecumes. Il enseigne désormais les lettres en Franche Comté, à Vesoul.
De Terres et d’Ecumes
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Progetto didattico in una scuola francese: IL PALLONE E LA PAROLA
Come riconciliare con la letteratura una classe di giovani studenti per i quali la lettura ha il sapore di una sfida e la scrittura diventa un salto col paracadute (senza paracadute!)?
L’idea di due professori del Lycée Edouard Belin era di portarli sul terreno della parola scritta attraverso la loro passione: il calcio. La pubblicazione del libro intitolato “Le Cercle des footeux disparus” è frutto di un esperimento didattico di scrittura creativa abbinata al calcio, al “foot”, appunto; esperimento di cui si parla molto in questi giorni in Francia. Il progetto di Pascal Truchet ed Emmanuel Daguet ha permesso a questi giovani di ritrovare la stima di se stessi, il gusto della parola e persino la possibilità d’incontrare il pubblico alla maniera degli scrittori professionisti. Così, è stato tracciato un sentiero sul quale avanzare in compagnia del linguaggio. Non sarebbe, questo sentiero, da imboccare anche per le scuole italiane? A buon intenditore…
Comment réconcilier avec la littérature une classe de jeunes lycéens pour qui la lecture relève du défi et l’écriture du saut en parachute (sans parachute!)? En les amenant sur le terrain de la parole écrite par le biais de leur passion: le football. La publication du livre intitulé “Le Cercle des footeux disparus” leur aura permis de retrouver l’estime de soi, le goût des mots et la rencontre avec un public. En somme, nous avons tracé un chemin sur lequel ils s’avancent… en compagnie du langage.