Sat 19 Sep 2009
Lodève – Serata di performance
Posted by admin under Festival poesia
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Il festival di poesia « Voix de la Méditérannée » che si svolge ogni anno a fine luglio nel sud della Francia nella città di Lodève è giunto quest’anno alla sua dodicesima edizione, “non senza difficoltà economiche” lamenta Maïthé Valiès Bled, la direttrice. Eppure questo festival offre momenti essenziali per la vita culturale e per ascoltare nuovi poeti, nuove lingue, nuove sonorità. Indimenticabili le letture da seguire sospesi nell’amaca. Molto ricercate anche quelle previste presso le rive della Soulondre, tra i salici piangenti, dette anche “sieste poétique” (pennichella poetica), dove il pubblico è comodamente sdraiato su poltrone galleggianti coi piedi a bagno, mentre ascolta poeti e musicisti arrivati da ogni dove, oppure a mezzanotte sotto la tenda dei “conteur”, o dei “griot” che incantano con le loro storie di villaggio o di carovanieri. Gli organizzatori di “Progetto Geum” erano presenti e vi offrono una serata lodeviana in un luogo vicino al fiume chiamato “Les jardins de la Mégisserie”. La serata era dedicata ai poeti “performer”. Julien Blaine faceva gli onori di casa, a modo suo, vale a dire alla maniera di Julien Blaine, irriverente, detestando i microfoni, gridando o sussurrando in molte lingue e comunque sorprendendo. Prendere o lasciare. Performer, dicevamo? A ben pensarci preferiamo chiamarli poeti tout court perché, come sempre, la poesia resiste ad ogni tentativo di definizione… (nota di Viviane Ciampi)
Serata di performance (video di Lino Cannizzaro)









September 4th, 2009 at 4:34 pm
Mi stava ricordando una serata milanese futurista, in un club off off, tanti anni fa, la parata sotto le stelle dalla Francia. Stesse perplessità, simpaticamente tali: non ci capisco niente! Poi un pensiero, coltello: ma i nostri primitivi facevano così poesia, racconto, mito, alle nostre origini. E allora il ritorno al club milanese della mia giovinezza è anche stato ritorno a una caverna.
Caverna di voci, echi, e la poesia che si legge fra noi, come Ambrogio silenzioso al leggio che stupiva Agostino, sfigura davanti a questa furia. Forse il verso scritto non è un verso, vero? Guardo le facce, ascolto i colori, aguzzo le orecchie. Vado indietro, molto. Gutturalmente. Bene. Occorre.