È uscito il CD Aspirina Metafisica di Augusto Forin
MENTRE LA VITA SCIVOLA LIQUIDA
di Viviane Ciampi
Augusto Forin fa parte degli autori-compositori-interpreti appartenenti al sorprendente terroir ligure e ci consegna un album, Aspirina Metafisica, dal retrogusto agrodolce e garbati nonsense, dandoci una lezione di sopravvivenza, di questi tempi, affatto trascurabile. Forin possiede, in musica e in parole, una originalità non sbandierata, non urlata, o dozzinale bensì discreta e sottile, grave e ironica. Più che dinanzi a un disco ci troviamo in un luogo di libertà. Gilles Deleuze sosteneva che entrare nel sogno di qualcuno appare la cosa più difficile da attuare. Eppure è proprio quello che tenta Forin: farci entrare nei suoi sogni, anche i più strampalati, e permetterci di viaggiare nel suo oriente del nord, luogo della grande avventura comune, dove tutto ha il sapore dell’effimero come le “sculture di mollica” i “numeri facili da giocare” e persino una Francia così vicina che sta “in fondo a un martedì”, telefoni che non squillano ma anche se non squillano non se ne farà un vero dramma. Si soffrirà, certo; ma alla maniera ligure, con disperazione contenuta. Qui, “il tempo che passa le cose le sposta” e null’altro sembra fare il tempo, il tempo indefinibile di proustiana memoria: ci fa progredire nella noia di amicizie e amori mordi e fuggi e ci spinge con dolcezza al capolinea. A proposito di capolinea non mancano gli autobus in questo album: “sto aspettando ormai da un’ora su questa pensilina un autobus che non arriva” (brano tratto da una poesia del poeta- cabarettista genovese, Massimo Gaviglio, noto anch’egli per i suoi monologhi teneri e surreali. “Quando scendi da un autobus pensami” dice ancora Forin a una ragazza, in una canzone che parrebbe d’amore ma interpretabile anche come denunzia dei rapporti superficiali e frettolosi. Ma lui non si perde d’animo. Tuttavia dà spesso l’idea di trovarsi solo di fronte al mondo che racconta e osserva, negli inquieti luoghi di passaggio che popolano il suo dire, il suo cantare (semafori, treni notturni, strade intrise di pioggia, passaggi pedonali) nella speranza che qualcosa (ma cosa?) potrebbe cambiare. Notiamo anche un autobus fabbricato (solo nel testo) dalla sempre riconoscibile e graffiante penna dell’autore-compositore-interprete Max Manfredi (che si diverte un mondo a far capolino anche con la voce negli album degli amici talentuosi) capace di passare dal tono eroico al quotidiano, vincitore del Premio Tenco 2010: “[…] quello (l’autobus) parte per quartieri fuori mano / scodinzolando sulla rotta di Magellano / tu te ne accorgi che sei sempre più lontano al capolinea”. Le musiche sono un piacevole connubio di jazz, pop melodico e ritmi latini. E tutto finisce come doveva finire, alla maniera del Gaber di “quasi quasi mi faccio uno shampoo”, ovvero nell’effimero, nell’attesa di non si sa bene cosa, nell’opacità, ma nell’ opacità non proprio sgomenta: prende forma nel fumo di una sigaretta che sta finendo, come stanno finendo le illusioni, come finirà il trambusto esistenziale; ma si sa, pare dirci Augusto Forin con la salvifica ironia che gli è congeniale, meglio far finta di non crederci. Lunga vita, dunque a questa Aspirina metafisica (titolo che nasce da un verso di Jodorosky) che potrebbe, non dico guarire dai mali esistenziali, ma farci star meglio, abbassare la febbre dovuta al difficile vivere qui e ora.
L’album è stato realizzato da:
Augusto Forin, Pino Parello, Roberto Logli,
Paolo De Gregorio, Marica Pellegrini, Marco Fadda,
Francesca Rapetti, Elena Cimarosti, Paolo Cogorno, Luca Cimadomo, Max Manfredi
È stato registrato e mixato presso gli studi Maccaja di Genova
da Alessandro Caforio e Paolo Cogorno
Assistente alla regia Gabriele Tiezzi
Produzione artistica Augusto Forin e Paolo Cogorno
Testi e musica di Augusto Forin, arrangiamenti di Roberto Logli
Un grazie alla SOMS di Sussisa per le riprese d’ambiente
Fotografia di Patrizia Biaghetti
Realizzazione ilpigiamadelgatto
www.aspirinametafisica.com
www.augusto.forin.name

