Stefano Di Lorito è nato a Genova il 31 Dicembre 1963. Da più di 20 anni si occupa di illustrazione, grafica e pittura, attività che porta avanti parallelamente al suo impegno letterario, soprattutto nel campo della poesia. Come pittore ha partecipato a molte esposizioni, personali e collettive. Le sue opere sono presenti in collezioni private in Italia, Francia, Inghilterra e Spagna. Il percorso pittorico dell’artista si sviluppa attraverso differenti formalismi, che vanno dalla figurazione all’astrattismo, riconoscibili in distinti filoni, ognuno dei quali contiene precise riflessioni sulla vita, sulla società, sulla cultura e sull’arte stessa. Egli stesso definisce il suo approccio all’arte come “trans-metafisico”. La tecnica preferita da Stefano Di Lorito è l’olio su tela, anche se non disdegna le sperimentazioni con materiali differenti.
STEFANO DI LORITO
MARIA GRAZIA LUNGHI
Maria Grazia Lunghi vive ed opera nella sua città, Roma. Inizia la sua attività negli anni ’70. Nel 1974 entra a far parte dell’Associazione culturale “Magazzini Generali”, attiva su un ampio spettro di arti e culture, nel tentativo di portare l’arte in strada, viva e vivace come nella Parigi di fine ’800. Tentando, con questo, una strada diversa rispetto alle logiche più aberranti del mercato, lontana dai circuiti ufficiali canonizzati. Da qui le prime mostre nei bar, nelle piazze, ma anche un continuo incontro e confronto di idee, di esperienze, di progetti per un diverso modo di fare e proporre arte. L’esigenza di comunicazione diretta, non mediata da percorsi obbligati, si riflette nella sua esperienza pittorica che, fin da allora, offre a chi osserva la possibilità di ripercorrere con immediatezza la sua avventura interiore: una tendenza all’espressione confidenziale dei propri stati emotivi, che si trasmette dapprima attraverso immagini forti, incisive, crude. Immagini di cose,oggetti, elementi comunque riconoscibili anche se inseriti in un contesto ambiguo, evanescente, costellato di piccole macchie incongrue, di sottile inquietudine.
“Ricordi del Maghreb”
ADA TORRENTE
Ada Torrente è nata nel 1984 a Pietrasanta. Si diploma in pittura nel 2007, presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Seppur giovanissima ha già partecipato a diverse mostre: 2004, IN FIERI Accademia di Belle Arti – Carrara; 2007, PER CASO collettiva Caffé Kandinskji – Carrara; 2007, MITHOPOIESIS collettiva Salone Germinal – Carrara; 2008, CRACK collettiva – Roma; 2009, ARTE DONNA collettiva – Livorno; 2009, CRACK collettiva- Roma; 2010, CRISI collettiva Associazione Soqquadro e Vista arte – Roma.
GIAN CARLO PARDINI –
Gian Carlo Pardini è nato a Carrara il 20 Marzo 1961. Dal 1985, dopo aver ottenuto il diploma di dizione presso l’Accademia dei Filodrammatici di Milano, inizia a dedicarsi al teatro sia in veste di attore, aiuto regista che autore dei testi rappresentanti (Compagnia Teatro Brillante). Le sue commedie colme di equivoci, colpi di scena, intrecci intelligenti e divertenti hanno appassionato molte compagnie amatoriali italiane che dal 1997 le stanno rappresentando con notevole successo.
Alcuni titoli del suo repertorio: Assassinate la zitella, Portami il vampiro, Purga e cioccolato, Una cascata di sorelle – (per ulteriori informazioni cliccare i titoli su Internet) - (autore teatrale pos. siae n. 9016013100). Ha partecipato a due premi Solinas (racconti per il cinema e sceneggiatura). Nel 2009 ha sceneggiato interpretato e diretto il corto cinematografico “Passione di Marmo” in concorso al “David di Donatello 2010” e al “Filmcaravan Imperia short film festival”.
Decontestualizzazione e trasformazione, una delle chiavi di lettura delle opere pittoriche di Gian Carlo Pardini. Un gioco sottile che diverte e incuriosisce l’osservatore che deve individuare quali e come i capi intimi vengono inseriti nell’opera diventando ciò che il pensiero dell’artista vuole. Un gioco che diventa provocazione, uno strumento adatto a favorire il dialogo. (Nota di Loredana Trestin)
L’artista sarà presente all’inaugurazione della sua mostra personale il 19 giugno 2010 nella galleria Immagine e Colore di Vico del Fieno 21r a Genova.
CALOGERO CARBONE –
La ricerca artistica di Calogero Carbone resta ancorata ad elementi figurativi in quanto egli ritiene, così come postulato dalla Transavanguardia che:
“Al di là di ogni tipo di provocatorio sperimentalismo, ma anche di ogni nostalgico ritorno al passato, con l’uso di un linguaggio forte ed intenso, innovativo, dal segno graffiante, dal colore vivido, dall’impronta vagamente surrealista, la Transavanguardia cerca saldi legami con la tradizione storica, con la pittura, la scultura, la figurazione, con una rappresentazione che ha come aspirazione finale una simbiosi emotiva di carattere cosmico, accessibile solo attraverso l’arte.”
L’artista si esprime con toni a volta ironici a volta passionali, visionari o ambiguamente rappresentativi, nostalgici o aggressivamente polemici, senza una ricerca “aprioristica” di uno stile univoco e riconoscibile.
RICERCA SAZIALE OLTRE LA MATERICITÀ DEL COLORE – di Paolo Marino
Paolo MARINO è nato a Genova dove si è laureato in Architettura. Attualmente svolge la sua attività professionale al Liceo Scientifico L. Lanfranconi di Genova, come docente di disegno e storia dell’arte.
Legenda dell’elaborato:
opera recente, colori acrilici, inserimenti metallici sul supporto bidimensionale
come ricerca saziale oltre la matericità del colore.
“L’EMOZIONE INFORMALE”. L’incredibile natura multipla dell’io umano – di Daniela Grifoni

Daniela Grifoni opera in chiave informale, pur conservando tracce di un passato figurativo, appare sempre più all’artista novarese che vuole raccontare e raccontarsi, l’unica alternativa credibile e non pretestuosa del fare arte nel nostro tempo, attivando una propria modalità poetica le cui radici affondano nella lezione di una figurazione classica moderna. Un Dna familiare, essendo figlia d’arte e allieva del noto prof. Osvaldo Provvidone, maestro di arte contemporanea [...] (Frammento nota di Alfredo Pasolino)
IL TORMENTATO DESTINO di BERNARD BUFFET
“Picasso si è fermato tre minuti davanti ad un mio quadro. Sono lunghi tre minuti”, annotava nel suo diario questo artista così importante per la cultura del secondo Novecento. Ma chi era Bernard Buffet? Un artista mondano? Geniale? Sopravvalutato?
Claudio Ruggieri alias Pintapiuma
foto di Andrea Frank

Claudio Ruggieri oltre alla trentennale attività internazionale come pittore (Studio Lucio Pozzi, New York, U.S.A.; Bacca 1010, San Francisco, U.S.A.), ha un considerevole trascorso come gallerista e talent scout (storiche le gallerie “Pinta” in Genova, ”Piuma” e “Pintapiuma” in Milano).
Verso il ‘quadro sporco’ (recensione di Sandro Ricaldone)
La pittura viene assunta, con tutta naturalezza, nella sua natura di medium, Utilizzata per la definizione di un’ interzona, in cui sia possibile aggirare il discrimine fra energia e materia inerte, fra luce e opacità, fra tutto e niente. In questo tentativo risultano chiaramente insufficienti le strategie impiegate nel passato più o meno recente, tese ad evidenziare l’aspetto energetico attraverso il gesto, la violenza deformatrice e l’accensione cromatica, o a mettere a fuoco la dimensione della luce attraverso la ricerca di essenze prossime all’assoluto (con cui non a caso polemizzava un altro cultore dello sporco, Beckett, attaccando i pittori dell’impedimento, del genere di Mondrian). Il quadro sporco rappresenta un terrain vague, il varco fra una situazione di complessità semplice, ove la razionalità mantiene l’usuale ruolo ordinatore, e quello stato che Jankélévitch definisce come complexité complexement complexe, come un mélange multiplié par, le mélange o ancora, desordre sur du desordre. La sedimentazione, e la reciproca contaminazione dei colori implode energia e luce in un impasto che paradossalmente inclina all’amorfo, e all’aplastico. In definitiva l’artista sembra proporsi il superamento dei dualismi evocati più sopra non per il tramite di una sintesi di tipo dialettico od un’impraticabile conciliazione degli opposti, ma attraverso la messa in scena dell’impurità, come modello di pluralismo e di stratificazione potenzialmente illimitati. Niente più liturgie du denuement (Dagognet), né devoilements de devoilements (ancora Beckett). Al contrario, un addensamento in cui tutto viene azzerato e rimane pulsante.
LE MIE GUERRIERE di Simonetta Righetti
Autrice di quadri a tema figurativo di alta particolarità, Simonetta Righetti è nata a Genova nel 1952. La sua produzione pittorica si articola all’interno della ricerca personale dell’altro e del sé, oltre alla esperienza di viaggio in vari paesi d’Europa. L’esposizione presso il bar Acquario di via Donghi, è la sua prima personale a Genova.























