poesia


Guido Zavanone, nato ad Asti, vive e lavora a Genova. Ha pubblicato tra le altre raccolte di versi, Arteria (All’insegna del pesce d’oro, Scheiwiller, Milano, 1983); La vita affievolita (edizioni del Premio Libero de Libero, Fondi, 1986); Il viaggio (Ed. San Marco dei Giustiniani, 1991); Se restaurare la casa degli avi (Campanotto, udine, 1994); Nouvelles pour l’an 2000 (La Bartavelle, Charlieu, 2002), Urme (IDC Presse, Cluj-Napoca, 2004); L’albero della conoscenza (Genesi, Torino, 2004). Ha vinto numerosi Premi letterari tra i quali il «Nigra», Presidente Carlo Bo – il «David», Presidente Mario Sansone – il «Libero de Libero», Presidente Elio Filippo Accrocca – Il «Città di Catanzaro», presidente Mario Luzi – Il «Milano Duomo», Presidente Giancarla Mursia – il «Legnano» Presidente Luciano Erba. Guido Zavanone è redattore delle riviste letterarie “Resine” e “Satura” e condirettore di: “Nuovo Contrappunto”. Cura, per l’editore De Ferrari, la collana di poesia “Chiaro Scuro”.

Introduzione de “Il viaggio”

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Il volume  -  curato da Alessio Brandolini  traduzione dallo spagnolo con Verónica Becerril  -  è risultato vincitore del Premio Letterario Camaiore 2008 – sezione II Premio Internazionale.

[...] Jorge Boccanera esordisce in poesia a ventun’anni con la raccolta Los espantájaros suicidas (Gli spaventapasseri suicidi, 1973), seguita da Noticias de una mujer cualquiera (Notizie di una donna qualsiasi 1976) e Contraseña (Parola d’ordine, 1976) con il quale vince il prestigioso “Premio Casa de las Américas”. Ma già nel 1972, con altri giovani scrittori argentini (alcuni, poi, “desparecidos”), aveva fondato il gruppo poetico “El ladrillo” (“Il mattone”), nome che rimanda al desiderio di sperimentare a livello formale e in qualche modo inserire il lavoro letterario nella costruzione di un’Argentina democratica. (nota di Alessio Brandolini)

Introduzione a Sordomuta

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“Globalizzazione è da tempo una parola chiave nel discorso socio-economico, come nel discorso politico. In quanto tale ha assunto, ed è destinata ad assumere ancora di più nel prossimo futuro, significati polivalenti, che non risulta facile ricondurre ad un’unica chiave interpretativa. La vasta e complessa letteratura che in ogni parte del mondo s’è venuta addensando nel corso degli ultimi anni, può in una certa misura soccorrere nel tentativo di chiarire almeno i supporti tematici ed i percorsi analitici che sono stati individuati dai numerosi autori che si sono cimentati sul terreno della discussione teorica e su quello dei riscontri fattuali. Al riguardo, è indubbia la considerazione che sia necessario prendere le mosse dalla valutazione delle strutture dell’economia-mondo: vale a dire da quell’assetto che le istituzioni ed i comportamenti privati e pubblici sono andati assumendo sul piano internazionale a partire dalla seconda metà degli anni ottanta ad oggi”.

Frammento da GLOBAL SI GLOBAL NO

 

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«La saggezza» diceva Paul Valéry «è quella virtù che se un poeta non la possiede dovrebbe inventarsela». Questa riflessione fa venire in mente che il percorso poetico di Elio Andriuoli si basa proprio su questa virtù avvertita dal lettore quasi come un fatto naturale. Ma egli tiene presente che saggi non si nasce, anzi, si arriva ad esserlo seguendo una sorta di percorso del combattente che passa attraverso affanni e prese di coscienza come dimostra nell’incipit della poesia eponima alla raccolta: «Ardue sono le vie della saggezza / ed a fatica le percorri». Il poeta si affida a un’esperienza intima che presuppone lunghe e profonde meditazioni, e nel contempo desidera condividerle in parole vibranti di affetto autentico, cosa ormai rara in poesia: «E’ dolce, amici, in questo chiaro giorno / trovarci insieme per dire parole» (Approdi eterni). La sua ricerca trae nutrimento dalla lettura, come si può riscontrare nella poesia rivolta a Dante «Ma tu riaccendi le mie forze» e dalla scrittura, in quanto crede nel permanere della parola che tuttavia richiede passione, umiltà, ascesi: «La gioia di un bel verso ti compensa / d’infinite amarezze» (Un verso). Molti sono i temi toccati nella raccolta che comprende tre sezioni (Il tempo e la parola, Le vie della saggezza, Il dono della voce) e in ogni poesia si ascolta una voce singolare e pura, che pare svelarci nel suo insieme una formula, il segreto del “come vivere”, come allontanare ogni pensiero in grado di farci disprezzare la vita. In cammino verso la saggezza egli affronta il senso dell’irreversibilità della condizione umana in postura d’attesa dinanzi alla «favola del poi» che non prevede affatto un’incosciente sospensione del dolore. Malgrado molti versi sulla gioia, sulla grazia, sulla bellezza, s’indovina qua e là una ferita, una leggera frattura. Ma mai dell’Essere per intero. La postura più saggia, dunque, è quella di un’attesa feconda, di “risveglio a se stesso”, poiché il poeta accetta di iscriversi, consapevole, nel tempo che a tutti è stato assegnato. Non vi sono in lui, ragioni di fughe, di abitare il gelo. 

(nota di Viviane Ciampi) 

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“La mia poesia si mischia con gli arcani della mia storia personale, piccola goccia d’acqua nella mutevolezza del mondo, ed è ciò che cerco, poter toccare l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande in una sensualità di cose ritrovate al di là dei giudizi di valore, al di là di ciò che se ne dice, al di là del dominio sociologico del mondo. Da qui la creazione del senso, creazione di vita con gli attrezzi della lingua, creazione d’immaginario e di universi poetici il cui fervore rimanda a quei milioni di esseri incontrati durante il percorso, per taluni accompagnati in un pezzo più o meno lungo di strada”. 

“Ma poésie se confond avec les arcanes de mon histoire personnelle, petite goutte d’eau dans la mouvance du monde, et c’est cela que je cherche, toucher l’infiniment petit et l’infiniment grand dans une sensualité des choses retrouvées au-delà des jugements de valeur, au-delà de ce qu’on en dit, au-delà de la maîtrise sociologique du monde. D’où la création du sens, création de vie avec les outils de la langue, création d’imaginaire et d’univers poétiques dont la ferveur renvoie à ces millions d’êtres rencontrés en chemin, pour certains accompagnés un bout plus ou moins long du chemin”.

Ma poésie se confond avec les arcanes de mon histoire personnelle

D’après  Nous la mémoire

Biobliographie 

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Se certe voci di poeti ci sembrano così fraterne è perché riescono ad accedere all’impercettibile ferita esistenziale che accomuna gli uomini (poeti e non) e sanno indicarci senza darlo a vedere un (possibile) tracciato del vivere. Tra queste voci riconosciamo quella di Davide Puccini  che pare  attraversata dall’interrogativo ontologico a proposito del senso della vita e della morte, del fluire del tempo e dell’erosione delle cose: «TEMPO / disperazione gioia vita / tormento e fascino d’una partita / giocata con la sorte», (“sorte” che rimanda – per associazione – a “morte”).  L’ultima raccolta del poeta dà al lettore indicazioni già dal titolo: Madonne e donne. Lungi dall’essere una semplice descrizione, seppur piacevole di “quadri visti”, si presenta come un progetto di “diario dell’occhio” o “romanzo dello sguardo”; un viaggio intrigante tra sacro e profano dove Davide Puccini dà la sensazione di un “sorgere visuale improvviso” di qualcosa d’”altro”: «Stai ancora riflettendo / sull’inatteso annuncio ricevuto», recita un verso. Le percezioni sono minuziose, ricche di garbo e di senso. A piccoli tocchi, lungo tutto l’arco del “viaggio”, il poeta ci offre, a ben leggere tra i versi, un trattato di estetica e affronta una materia che va ben al di là dei pigmenti e della chimica.

(nota di Viviane Ciampi)

Ritratto femminile – da Madonne e donne

biobibliografia

quarta Tevere in fiamme

selezione Tevere in fiamme

Alessio Brandolini è nato a Frascati nel 1958. Nel 1991 ha vinto la sezione inediti del “Premio Montale” con la silloge poetica L’alba a piazza Navona, pubblicata nel 1992 da Scheiwiller. Ha curato l’edizione italiana della raccolta poetica di Jorge Boccanera Sordomuta (tradotto con Verónica Becerril – LietoColle, 2008; premio Camaiore 2008, sez. Internazionale). Organizza letture e incontri letterari, soprattutto con il gruppo I Libri In Testa, ed è redattore della rivista “Almanacco del Ramo d’Oro”. Ha ideato e coordina Fili d’aquilone, rivista web di “immagini, idee e Poesia”.

I guardiani della foresta

 

Màrcia Théophilo,  poeta e antropologa, è nata a Fortaleza e vive fra il Brasile e l’Italia. Vi sottoponiamo alcuni suoi testi di riflessione e di poesia sulla Foresta Amazzonica. “Nel mio lavoro ho cercato di fare una fusione tra memoria emotiva e memoria culturale, tra poesia e documentazione, tra mondo arcaico e mondo contemporaneo, creando un tutt’uno in cui  queste materie si compenetrano. Penso però, che senza la poesia non si possa arrivare all’anima della foresta. L’antropologia è una disciplina che ha finito con il privilegiare gli oggetti e la cultura materiale. Io ho privilegiato il soggetto più leggero, l’anima, la poesia.” Màrcia Théophilo è nella lista di candidatura al premio Nobel per la letteratura. Sitohttp://www.theophilo-amazonia-e-poesia.info/index.html, inserito nel sito dell’Unesco.

Elena Bono

Elena Bono, poetessa, romanziera e drammaturga è nata a Sonnino, nel Lazio ma ha trascorso gran parte della propria esistenza a Chiavari. E’ considerata da molti una delle più importanti scrittrici viventi. Recentemente, come poetessa, è stata apprezzata anche nel Quebec. Presentiamo alcune sue poesie in versione bilingue.

Frammenti del tempo nostro

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