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	<title>Progetto Geum &#187; poesia</title>
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	<description>Forme di espressione dell’ingegno letterario, scientifico, artistico e tecnologico. A Genova. In Europa. Nel Mondo.</description>
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		<title>Lorenzo Beccati &#8211; Niente monete nelle fontane</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 09:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; È autore di programmi televisivi di grande successo, da Drive In a Lupo solitario, da Odiens a Paperissima e a Striscia la notizia. Ha scritto testi teatrali e sceneggiature cinematografiche. Ha pubblicato: La notte dei commercialisti viventi (Baldini e Castoldi), Storie Tattoo (Lupetti e Fabiani), Delitti d’amore (raccolta Gialli Mondadori), La morte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/12/Italia13.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-7496" title="Italia1" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/12/Italia13.gif" alt="" width="68" height="50" /></a></p>
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<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/08/Lorezo-foto4-Geum.JPG"><img title="Lorezo foto4 Geum" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/08/Lorezo-foto4-Geum-150x150.jpg" alt="Lorezo foto4 Geum" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">È autore di programmi televisivi di grande successo, da <em>Drive In</em> a <em>Lupo solitario</em>, da <em>Odiens</em> a <em>Paperissima</em> e a <em>Striscia la notizia</em>. Ha scritto testi teatrali e sceneggiature cinematografiche. Ha pubblicato: <em>La notte dei commercialisti</em> viventi (Baldini e Castoldi), <em>Storie Tattoo </em>(Lupetti e Fabiani), <em>Delitti d’amore </em>(raccolta Gialli Mondadori), <em>La morte dei comici</em> <em>(Anthelios), Il barbiere di maciste, Il santo che annusava i treni, </em>e i thriller storici <em>Il guaritore di maiali, Il mistero degli incurabili, L’uccisore di seta</em>, tutti per Kowalski Editore. Nel 2010: <em>74 nani russi </em>(Internòs Edizioni).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/11/copertina-lorenzo-beccati.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7511" title="copertina lorenzo beccati" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/11/copertina-lorenzo-beccati-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
<p align="center"><strong>INTRODUZIONE</strong></p>
<p align="center"><strong>di Viviane Ciampi</strong></p>
<p align="right"><strong> </strong><br />
<em> </em></p>
<p align="right"><em>Un poeta deve essere le antenne della sua razza,</em></p>
<p align="right"><em>più sensibile di una parabolica</em></p>
<p align="right">Lawrence Ferlinghetti</p>
<p style="text-align: justify;">Ho scelto in esergo i versi dell’irrispettoso e beffardo Lawrence Ferlinghetti per presentare le poesie satiriche di un autore speciale. Dico speciale perché da anni sono lettrice dei libri di Lorenzo Beccati e  malgrado egli abbia scritto un numero cospicuo di romanzi e thriller a fondo storico, un giorno gli feci notare come qua e là, nelle sue prose, si potesse evidenziare il seme della poesia: «In una fredda alba di opale, la terra condensa il suo respiro in nebbia» (incipit di <em>74 nani russi, </em>Ed. Internòs) e come la  scelta degli eserghi fosse in direzione dei versi e non della prosa. Quindi non rimasi sorpresa quando venni a scoprire che L.B. era un lettore abituale di poesia (cosa ormai più rara delle triglie a Livorno!) e neppure mi meravigliai quando mi parlò – quasi con pudore – delle sue intenzioni di scrivere un libro di poesia satirica. Qualcuno si chiederà come è possibile che un autore di programmi televisivi abituato a lavorare con ritmo di formula 1 possa avere tempo da dedicare alla poesia. Dopo accurata inchiesta degna di Pimain (personaggio da lui inventato ne “il guaritore di Maiali”), scoprii il segreto. Il segreto stava nell’insonnia, compagna che rode molti di noi dall’interno, alla pari del punteruolo rosso delle palme; ci rende vulnerabili e nei casi più gravi, creativi. «I poeti lavorano di notte», scriveva Alda Merini. «Che cosa avranno tutti a voler riposare?», fu la frase lanciata in un intervista  dal più longevo dei nostri personaggi politici, a cui tre ore di sonno per notte erano più che sufficienti (no, questa volta il Cavaliere non c’entra. Benché…). Ma Beccati, come il Re Ubu «non ha nessuna tara, né al fegato, né al cuore né ai reni e neppure nelle urine» e perciò può permettersi lo sforzo supremo della poesia. Lo humour permette a Ubu (e al Nostro)  di accedere a una libertà superiore. Ma veniamo alla satira, genere oggi poco frequentato in poesia, mentre molto in auge in chi ci ha preceduto, in particolare i Latini. Dunque, giochiamo in casa. Per la verità,  la satira ha tirato i suoi dardi velenosi in ogni tempo, in ogni salotto, in ogni postribolo, in ogni agorà; ovunque vi fosse da prendere di mira qualcosa o qualcuno – meglio un qualcuno al potere – per metterne in luce le mancanze e fare avanzare le cose. Da Esopo a Orazio, da Lucillio a Giovenale, da Boccaccio a Rabelais, da La Fontaine a Molière, da Gogol a Dickens… l’elenco sarebbe lungo. La satira, attraverso vari procedimenti – la parodia, <em>il pastiche</em>, l’imitazione, la caricatura, l’esasperazione di situazioni, lo svelamento dei <em>cliché, </em>ecc. non esclude quasi mai l’ironia – anch’essa nelle sue varie forme – che è la miglior maniera di esprimere la propria opinione provocando l’intelligenza dell’interlocutore,  e qualche volta la rabbia del destinatario. Sia detto per inciso, perfino Arbasino in un suo verso cita il Gabibbo, il pupazzo fustigatore a cui Beccati, nelle sue mille vite, impresta la voce. Troverete in questo libro, molti spunti di riflessione, malgrado non sia scritto in pelle di dolore. Tuttavia, a leggere tra le righe, qualche capello dovremmo pur strapparcelo. Lorenzo Beccati ci dà sempre l’impressione che ci siamo infilati in un mondo sbagliato. Le sue disavventure sono le nostre. La domanda è: come ci percepiamo? Innocenti o buffoni? Teneri o spietati? Vittime o carnefici? Quel che “funziona” (parola detestabile, lo so, ma tant’è…), quel che funziona meglio – dicevo – nelle sue poesie, sono i versi scritti in forma di anafora. Come se le ripetizioni portate all’esasperazione fossero la continua altalena fra “niente va bene, tutto va bene” di cui abbiamo perfetta consapevolezza. Sotto quell’aria lieve, scanzonata, tragicomica, ci ricorda il Prévert degli <em>inventari</em>  (si prega il lettore d’immaginare un Prévert con la pipa in meno): «Bussano alla porta. / È la morte. / Faccio finta di non essere in casa, / ma se la dà» (Partita a scacchi). Ci apre una visione a suo modo “turistica” del bislacco mondo in cui nuotiamo e spalanca una valigia a doppio fondo (satirico-ironica) dove è nascosta la realtà delle cose: «Mi sono svegliato una mattina / e il mondo era diventato un disco» (Terra). Beccati è un signor G. che non ha trovato lo sciampo. O lo ha trovato ma perde il tappo della bottiglia nel lavandino. Si muove, si dibatte catapultato nella quotidianità tremenda, talvolta, con l’empatia già assaporata nel personaggio di Pimain («Clic. / Si è liberato un letto» (Coma). E tutti gli oggetti, la panoplia del materiale di ricupero sono buoni per essere messi in scena: ventilatori, candele, bustine da tè, bombe atomiche… perché non esiste per l’autore un territorio poetico specifico, con parole da gettare nel parco nazionale della poesia. Lo scritto si gonfia, si moltiplica, si snerva, si riprende, si radicalizza, si ridicolizza come «l’elastico del bungee jumping». E le monete non si tirano nelle fontane. Già. È proibito. Il bambino della copertina – lo stesso Beccati – ci guarda. Avrà ricevuto alla nascita, come vuole tradizione, una monetina d’oro da   tenere lucida tutta la vita, alfine di poterla restituire all’arrivo? E coloro che non hanno avuto monetine in dono? Vi sono sempre quelle rimaste in tasca. Che cosa farne? Ognuno risponda. Dimenticavo: tra i poeti che seppero provocare il sorriso e la rabbia incontriamo il Latino Ovidio. Finì la sua vita in esilio – si sussurra – per misere parole contro l’imperatore Augusto. Pericolosa la scrittura. Pericolosa la poesia. E se in poesia la satira tira? È ancora peggio.</p>
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		<title>Marco Ercolani &#8211; Il diritto di essere opachi</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 00:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marco Ercolani (Genova, 1954), scrive racconti apocrifi e vite immaginarie, si occupa di poesia contemporanea e dei rapporti arte/follia. Tra i suoi libri di narrativa: Col favore delle tenebre, Vite dettate, Lezioni di eresia, Il mese dopo l’ultimo, Carte false, Il demone accanto, Taala, Il tempo di Perseo, Discorso contro la morte e A schermo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/12/Italia11.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-7477" title="Italia1" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/12/Italia11.gif" alt="" width="68" height="50" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/11/Foto-Marco-Ercolani1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7487" title="Foto Marco Ercolani" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/11/Foto-Marco-Ercolani1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Marco Ercolani</strong> (Genova, 1954), scrive racconti apocrifi e vite immaginarie, si occupa di poesia contemporanea e dei rapporti arte/follia. Tra i suoi libri di narrativa: <em>Col favore delle tenebre</em>, <em>Vite dettate</em>, <em>Lezioni di eresia</em>, <em>Il mese dopo l’ultimo</em>, <em>Carte false</em>, <em>Il demone accanto</em>, <em>Taala</em>,<em> Il tempo di Perseo</em>, <em>Discorso contro la morte</em> e <em>A schermo nero</em>. Cura il volume collettivo <em>Tra follia e salute: l’arte come evento</em>. Due i libri di saggi sulla poesia italiana contemporanea: <em>Fuoricanto</em> e <em>Vertigine e misura</em>. Intorno al nodo arte/follia scrive <em>L’opera non perfetta</em>. In coppia con Lucetta Frisa: <em>L’atelier e altri racconti</em>, <em>Nodi del cuore</em>, <em>Anime strane</em> e <em>Sento le voci</em>. Nel 2010 pubblica il suo primo libro di versi, <em>Il diritto di essere opachi</em>. Con <em>Turno di guardia</em> vince, nello stesso anno, il Premio Montano per la prosa inedita.</p>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/11/Copertina-Marco-Ercolani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7488" title="Copertina Marco Ercolani" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/11/Copertina-Marco-Ercolani-175x300.jpg" alt="" width="175" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/11/nota-critica-di-Gabriela-Fantato.doc">nota critica di Gabriela Fantato</a></p>
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		<title>Donatella Bisutti &#8211; Rosa alchemica</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 22:08:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Ricordo d’aver letto anni addietro il bel libro Inganno ottico di Donatella Bisutti, magistralmente tradotto in francese dal poeta filosofico  Bernard Noël col titolo Le leurre optique. Questo primo libro della poetessa ottenne il Premio Internazionale Montale per l’inedito con una giuria composta da Bassani, Caproni, Luzi, Gramigna e Spagnoletti. Eravamo nel 1984. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/10/Italia1.gif"><img class="size-full wp-image-7144 alignleft" title="Italia1" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/10/Italia1.gif" alt="" width="68" height="50" /></a></p>
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<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/10/Copertina-Rosa-Alchemica.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7145" title="Copertina Rosa Alchemica" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/10/Copertina-Rosa-Alchemica-197x300.jpg" alt="" width="197" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo d’aver letto anni addietro il bel libro <em>Inganno ottico</em> di <strong>Donatella Bisutti</strong>, magistralmente tradotto in francese dal poeta filosofico  Bernard Noël col titolo <em>Le leurre optique</em>. Questo primo libro della poetessa ottenne il Premio Internazionale Montale per l’inedito con una giuria composta da Bassani, Caproni, Luzi, Gramigna e Spagnoletti. Eravamo nel 1984. Molti anni sono trascorsi da allora;  anni ricchi di fermento poetico sia nel campo della poesia sia nel campo della traduzione e della saggistica. Colgo l’occasione per ricordare la puntuale rubrica “La poesia italiana all’estero” a cura della stessa Bisutti pubblicata  sul mensile internazionale “Poesia” edito da Crocetti. Vale anche la pena segnalare la rivista “Poesia e spiritualità” divenuta un punto di riferimento, proprio in un momento così caotico del nostro vivere. Molti poeti, saggisti e artisti al vertice nei loro rispettivi paesi vi portano il loro contributo, disposti a riflettere sul senso di ciò che siamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma veniamo a <em>Rosa alchemica</em>, che è l’ultimo nato dei libri poetici di D.B.: accoglie un <em>corpus</em> di poesie edite e inedite, scritte nell’arco di ventuno anni. Questa autoantologia rende testimonianza del suo grande esercizio di coesione e del percorso conoscitivo che passa attraverso un lungo e condivisibile viaggio interiore. Poesia <em>de l’écart, </em>in un certo senso; scarto tra l’esperienza concreta e quel che l’autrice ne trae dal punto di vista emozionale, emozione che a sua volta deve essere decantata, filtrata, sedimentata. Ed è ciò che sa meglio fare Donatella Bisutti, lasciar decantare, malgrado la sua fame di scoperte e d’esperienze, pari in tutto e per tutto alla libertà di pensiero che la anima (citerei, tra l’altro, <em>Violenza,</em> un suo libro essenziale, passato pressoché inosservato. Violenza era e rimane un pugno nello stomaco, in un certo senso, eppure, più che mai attuale). Ma, digressione a parte, più in generale, ciò che si può rilevare nel fare poesia di D.B. è come la scrittura nasca dalla scrittura, si ramifichi e cominci a interrogare: «Guardala – è l’agnella / che pascola sui monti di Frigia. // <em>No – non è l’agnella è la lupa / la lupa che ha divorato l’agnella / rapita al pastore.»</em> (Cibele). Talvolta opera al contrario, spezzando l’impulso a qualsiasi <em>bavardage,</em> foss’anche poetico: «Nell’acqua riflessa / una luce al di là» (Divagazioni sulla luna).  Ma ovunque, in ogni stagione della poesia bisuttiana, il mistero metafisico aleggia in una lingua carnale che resta permeabile al desiderio: «Strisciavano sul terreno e coprivano i corrosi gradini di pietra con infinite piccole bocche. Un corpo di membra sottili e intricate, pulsante, in crescita». La caratteristica di questa scrittura poetica è la messa in scena della forza vitale (dalla nascita al suo declino) e per questo ci sa indicare la cruda bellezza del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Operazione non facile, suppongo, ritornare sui nodi vitali di un percorso poetico (e quindi di un’esistenza). Ma è un’operazione di vasto respiro in cui circolano segrete accensioni e che si rivela pregiata opportunità di meditazione per lettori vecchi e nuovi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Viviane Ciampi</p>
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		<title>LA PRESENZA DEI CLASSICI NELLA POESIA DI ELIO ANDRIUOLI &#8211; di Fabiola Caloia</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 10:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; Elio Andriuoli è un poeta limpido e delicato, la cui voce si accinge a varcare con immutata freschezza i cinquant&#8217;anni di presenza nella nostra letteratura. Estraneo a ogni impostazione di scuola, e sempre fedele a una personale vocazione lirica, ha gemmato in ormai numerose raccolte l&#8217;intero arco di un&#8217;esistenza materiata di incontri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/05/Italia12.gif"><img class="size-full wp-image-6631 alignleft" title="Italia1" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/05/Italia12.gif" alt="" width="68" height="50" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/05/foto-andriuoli.jpg"><img class="size-medium wp-image-6645 alignleft" title="foto andriuoli" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/05/foto-andriuoli-202x300.jpg" alt="" width="138" height="205" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/05/Copertina-libro-di-Andriuoli.jpg"><img class="size-medium wp-image-6632 alignleft" title="Copertina libro di Andriuoli" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2011/05/Copertina-libro-di-Andriuoli-198x300.jpg" alt="" width="247" height="374" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elio Andriuoli</strong> è un poeta limpido e delicato, la cui voce si accinge a varcare con immutata freschezza i cinquant&#8217;anni di presenza nella nostra letteratura. Estraneo a ogni impostazione di scuola, e sempre fedele a una personale vocazione lirica, ha gemmato in ormai numerose raccolte l&#8217;intero arco di un&#8217;esistenza materiata di incontri umani e letterari, piccole meraviglie quotidiane, e, soprattutto, un grande amore che illumina di pace e serenità il cerchio dell&#8217;intimità domestica.</p>
<p style="text-align: justify;">(Frammento della prefazione di Alessandro Fo)</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>GUIDO ZAVANONE</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 23:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guido Zavanone, nato ad Asti, vive e lavora a Genova. Ha pubblicato tra le altre raccolte di versi, Arteria (All’insegna del pesce d’oro, Scheiwiller, Milano, 1983); La vita affievolita (edizioni del Premio Libero de Libero, Fondi, 1986); Il viaggio (Ed. San Marco dei Giustiniani, 1991); Se restaurare la casa degli avi (Campanotto, udine, 1994); Nouvelles [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2010/06/Italia13.gif"><img class="size-full wp-image-4088 alignleft" title="Italia1" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2010/06/Italia13.gif" alt="" width="68" height="50" /></a></p>
<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2010/06/Foto-di-Guido-Zavanone-per-Geum.jpg"></a><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2010/06/Foto-di-Guido-Zavanone-per-Geum1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-4228 alignleft" title="Foto di Guido Zavanone per Geum" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2010/06/Foto-di-Guido-Zavanone-per-Geum1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Guido Zavanone</strong>, nato ad Asti, vive e lavora a Genova. Ha pubblicato tra le altre raccolte di versi, <em>Arteria</em> (All’insegna del pesce d’oro, Scheiwiller, Milano, 1983); <em>La vita affievolita</em> (edizioni del Premio Libero de Libero, Fondi, 1986); <em>Il viaggio</em> (Ed. San Marco dei Giustiniani, 1991); <em>Se restaurare la casa degli avi</em> (Campanotto, udine, 1994); <em>Nouvelles pour l’an 2000</em> (La Bartavelle, Charlieu, 2002), <em>Urme</em> (IDC Presse, Cluj-Napoca, 2004); <em>L’albero della conoscenza</em> (Genesi, Torino, 2004). Ha vinto numerosi Premi letterari tra i quali il «Nigra», Presidente Carlo Bo &#8211; il «David», Presidente Mario Sansone &#8211; il «Libero de Libero», Presidente Elio Filippo Accrocca &#8211; Il «Città di Catanzaro», presidente Mario Luzi &#8211; Il «Milano Duomo», Presidente Giancarla Mursia &#8211; il «Legnano» Presidente Luciano Erba. Guido Zavanone è redattore delle riviste letterarie “Resine” e “Satura” e condirettore di: “Nuovo Contrappunto”. Cura, per l’editore De Ferrari, la collana di poesia “Chiaro Scuro”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2010/06/copertina-Il-viaggio.jpg"><img class="size-medium wp-image-4250 alignleft" title="copertina Il viaggio" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2010/06/copertina-Il-viaggio-221x300.jpg" alt="" width="221" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2010/06/Introduzione-de-Il-viaggio.doc">Introduzione de &#8220;Il viaggio&#8221;</a></p>
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		<title>SORDOMUTA &#8211; di Jorge Boccanera</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 20:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; Il volume  -  curato da Alessio Brandolini  traduzione dallo spagnolo con Verónica Becerril  -  è risultato vincitore del Premio Letterario Camaiore 2008 &#8211; sezione II Premio Internazionale. &#160; [...] Jorge Boccanera esordisce in poesia a ventun&#8217;anni con la raccolta Los espantájaros suicidas(Gli spaventapasseri suicidi, 1973), seguita da Noticias de una mujer cualquiera (Notizie di una donna qualsiasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: 'Georgia','serif'; color: black; font-size: 10pt;"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/06/boccanera-sordomuta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1746" title="boccanera-sordomuta" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/06/boccanera-sordomuta-207x300.jpg" alt="boccanera-sordomuta" width="207" height="300" /></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2229" title="brasile" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/06/brasile.gif" alt="brasile" width="68" height="43" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il volume  -  curato da Alessio Brandolini  traduzione dallo spagnolo con Verónica Becerril  -  è risultato vincitore del Premio Letterario Camaiore 2008 &#8211; sezione II Premio Internazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">[...] <strong>Jorge Boccanera</strong> esordisce in poesia a ventun&#8217;anni con la raccolta <em>Los espantájaros suicidas</em>(Gli spaventapasseri suicidi, 1973), seguita da <em>Noticias de una mujer cualquiera </em>(Notizie di una donna qualsiasi 1976) e <em>Contraseña </em>(Parola d’ordine, 1976) con il quale vince il prestigioso “Premio Casa de las Américas”. Ma già nel 1972, con altri giovani scrittori argentini (alcuni, poi, “desparecidos”), aveva fondato il gruppo poetico “El ladrillo” (“Il mattone”), nome che rimanda al desiderio di sperimentare a livello formale e in qualche modo inserire il lavoro letterario nella costruzione di un’Argentina democratica. (nota di Alessio Brandolini)</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/06/introduzione-a-sordomuta.doc">Introduzione a Sordomuta</a></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><br />
</span></p>
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		<title>GLOBAL SI GLOBAL NO &#8211; di Antonio Landolfi</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 22:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Globalizzazione è da tempo una parola chiave nel discorso socio-economico, come nel discorso politico. In quanto tale ha assunto, ed è destinata ad assumere ancora di più nel prossimo futuro, significati polivalenti, che non risulta facile ricondurre ad un&#8217;unica chiave interpretativa. La vasta e complessa letteratura che in ogni parte del mondo s&#8217;è venuta addensando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/04/global-buono-per-geum.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1375" title="global-buono-per-geum" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/04/global-buono-per-geum-214x300.jpg" alt="global-buono-per-geum" width="214" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.italian-poetry.org/bandiera11.gif" alt="" width="68" height="50" /></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Globalizzazione è da tempo una parola chiave nel discorso socio-economico, come nel discorso politico. In quanto tale ha assunto, ed è destinata ad assumere ancora di più nel prossimo futuro, significati polivalenti, che non risulta facile ricondurre ad un&#8217;unica chiave interpretativa. La vasta e complessa letteratura che in ogni parte del mondo s&#8217;è venuta addensando nel corso degli ultimi anni, può in una certa misura soccorrere nel tentativo di chiarire almeno i supporti tematici ed i percorsi analitici che sono stati individuati dai numerosi autori che si sono cimentati sul terreno della discussione teorica e su quello dei riscontri fattuali. Al riguardo, è indubbia la considerazione che sia necessario prendere le mosse dalla valutazione delle strutture dell&#8217;economia-mondo: vale a dire da quell&#8217;assetto che le istituzioni ed i comportamenti privati e pubblici sono andati assumendo sul piano internazionale a partire dalla seconda metà degli anni ottanta ad oggi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/04/frammento-da-global-si-global-no.doc">Frammento da GLOBAL SI GLOBAL NO</a></p>
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		<title>LE VIE DELLA SAGGEZZA &#8211; di Elio Andriuoli</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 16:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[  «La saggezza» diceva Paul Valéry «è quella virtù che se un poeta non la possiede dovrebbe inventarsela». Questa riflessione fa venire in mente che il percorso poetico di Elio Andriuoli si basa proprio su questa virtù avvertita dal lettore quasi come un fatto naturale. Ma egli tiene presente che saggi non si nasce, anzi, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Georgia&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: IT;"></span></div>
<p> </p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Georgia&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: IT;"></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/05/copertina-le-vie-della-saggezza-buona2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1572" title="copertina-le-vie-della-saggezza-buona2" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/05/copertina-le-vie-della-saggezza-buona2-193x300.jpg" alt="copertina-le-vie-della-saggezza-buona2" width="193" height="300" /></a><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/05/copertina-le-vie-della-saggezza-buona1.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/05/copertina-le-vie-della-saggezza-buona.jpg"></a></p>
<p></span></p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.italian-poetry.org/bandiera11.gif" alt="" width="68" height="50" /></p>
<p style="text-align: justify;">«La saggezza» diceva Paul Valéry «è quella virtù che se un poeta non la possiede dovrebbe inventarsela». Questa riflessione fa venire in mente che il percorso poetico di Elio Andriuoli si basa proprio su questa virtù avvertita dal lettore quasi come un fatto naturale. Ma egli tiene presente che saggi non si nasce, anzi, si arriva ad esserlo seguendo una sorta di percorso del combattente che passa attraverso affanni e prese di coscienza come dimostra nell&#8217;incipit della poesia eponima alla raccolta: «Ardue sono le vie della saggezza / ed a fatica le percorri». Il poeta si affida a un&#8217;esperienza intima che presuppone lunghe e profonde meditazioni, e nel contempo desidera condividerle in parole vibranti di affetto autentico, cosa ormai rara in poesia: «E&#8217; dolce, amici, in questo chiaro giorno / trovarci insieme per dire parole» (<em>Approdi eterni</em>). La sua ricerca trae nutrimento dalla lettura, come si può riscontrare nella poesia rivolta a Dante «Ma tu riaccendi le mie forze» e dalla scrittura, in quanto crede nel permanere della parola che tuttavia richiede passione, umiltà, ascesi: «La gioia di un bel verso ti compensa / d&#8217;infinite amarezze» (<em>Un verso</em>). Molti sono i temi toccati nella raccolta che comprende tre sezioni (<em>Il tempo e la parola, Le vie</em> <em>della saggezza, Il dono della</em> voce) e in ogni poesia si ascolta una voce singolare e pura, che pare svelarci nel suo insieme una formula, il segreto del &#8220;come vivere&#8221;, come allontanare ogni pensiero in grado di farci disprezzare la vita. In cammino verso la saggezza egli affronta il senso dell&#8217;irreversibilità della condizione umana in postura d&#8217;attesa dinanzi alla «favola del poi» che non prevede affatto un&#8217;incosciente sospensione del dolore. Malgrado molti versi sulla gioia, sulla grazia, sulla bellezza, s&#8217;indovina qua e là una ferita, una leggera frattura. Ma mai dell&#8217;Essere per intero. La postura più saggia, dunque, è quella di un&#8217;attesa feconda, di &#8220;risveglio a se stesso&#8221;, poiché il poeta accetta di iscriversi, consapevole, nel tempo che a tutti è stato assegnato. Non vi sono in lui, ragioni di fughe, di abitare il gelo. </p>
<p style="text-align: justify;"><em>(nota di Viviane Ciampi)</em> </p>
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		<title>NOUS LA MÉMOIRE &#8211; di Ana Rossi</title>
		<link>http://progettogeum.org/2009/03/05/nous-la-memoire-di-ana-rossi/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 23:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;La mia poesia si mischia con gli arcani della mia storia personale, piccola goccia d&#8217;acqua nella mutevolezza del mondo, ed è ciò che cerco, poter toccare l&#8217;infinitamente piccolo e l&#8217;infinitamente grande in una sensualità di cose ritrovate al di là dei giudizi di valore, al di là di ciò che se ne dice, al di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/03/1e-couverture-nouslamemoire2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1341" title="1e-couverture-nouslamemoire2" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/03/1e-couverture-nouslamemoire2.jpg" alt="1e-couverture-nouslamemoire2" width="194" height="381" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/03/ana-en-pleine-lecture.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1372" title="ana-en-pleine-lecture" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/03/ana-en-pleine-lecture-300x225.jpg" alt="ana-en-pleine-lecture" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/03/bandiera-francese.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1820" title="bandiera francese" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/03/bandiera-francese.gif" alt="bandiera francese" width="68" height="50" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La mia poesia si mischia con gli arcani della mia storia personale, piccola goccia d&#8217;acqua nella mutevolezza del mondo, ed è ciò che cerco, poter toccare l&#8217;infinitamente piccolo e l&#8217;infinitamente grande in una sensualità di cose ritrovate al di là dei giudizi di valore, al di là di ciò che se ne dice, al di là del dominio sociologico del mondo. Da qui la creazione del senso, creazione di vita con gli attrezzi della lingua, creazione d&#8217;immaginario e di universi poetici il cui fervore rimanda a quei milioni di esseri incontrati durante il percorso, per taluni accompagnati in un pezzo più o meno lungo di strada&#8221;. </p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ma poésie se confond avec les arcanes de mon histoire personnelle, petite goutte d&#8217;eau dans la mouvance du monde, et c&#8217;est cela que je cherche, toucher l&#8217;infiniment petit et l&#8217;infiniment grand dans une sensualité des choses retrouvées au-delà des jugements de valeur, au-delà de ce qu&#8217;on en dit, au-delà de la maîtrise sociologique du monde. D&#8217;où la création du sens, création de vie avec les outils de la langue, création d&#8217;imaginaire et d&#8217;univers poétiques dont la ferveur renvoie à ces millions d&#8217;êtres rencontrés en chemin, pour certains accompagnés un bout plus ou moins long du chemin&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/03/ana-rossi-ma-poesie-se-confond-avec-les-arcanes-de-mon-histoire-personnelle1.doc">Ma poésie se confond avec les arcanes de mon histoire personnelle </a><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/03/ana-rossi-ma-poesie-se-confond-avec-les-arcanes-de-mon-histoire-personnelle.doc"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/03/deux-poemesnous-la-memoire1-chant4-historiographies-premieresenvoi-a-vivianeciampiitalie.doc">D&#8217;après  <em>Nous la mémoire</em></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/03/cv-2009-anarossi-biobliographie.doc">Biobliographie</a><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: &quot;Georgia&quot;,&quot;serif&quot;; mso-ansi-language: FR;" lang="FR"> </span></p>
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		<title>MADONNE E DONNE di Davide Puccini</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 00:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Se certe voci di poeti ci sembrano così fraterne è perché riescono ad accedere all&#8217;impercettibile ferita esistenziale che accomuna gli uomini (poeti e non) e sanno indicarci senza darlo a vedere un (possibile) tracciato del vivere. Tra queste voci riconosciamo quella di Davide Puccini  che pare  attraversata dall&#8217;interrogativo ontologico a proposito del senso della vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/02/coperina-davide-puccini1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1092 alignnone" title="coperina-davide-puccini1" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/02/coperina-davide-puccini1-195x300.jpg" alt="coperina-davide-puccini1" width="195" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/02/a2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1097" title="a2" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/02/a2-150x150.jpg" alt="a2" width="150" height="150" /></a></p>
<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/02/a.jpg"></a><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/02/foto-davide-puccini-buona1.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.italian-poetry.org/bandiera11.gif" alt="" width="68" height="50" /></p>
<p style="text-align: justify;">Se certe voci di poeti ci sembrano così fraterne è perché riescono ad accedere all&#8217;impercettibile ferita esistenziale che accomuna gli uomini (poeti e non) e sanno indicarci senza darlo a vedere un (possibile) tracciato del vivere. Tra queste voci riconosciamo quella di <strong>Davide Puccini</strong>  che pare  attraversata dall&#8217;interrogativo ontologico a proposito del senso della vita e della morte, del fluire del tempo e dell&#8217;erosione delle cose: «TEMPO / disperazione gioia vita / tormento e fascino d&#8217;una partita / giocata con la sorte», (&#8220;sorte&#8221; che rimanda &#8211; per associazione &#8211; a &#8220;morte&#8221;).  L&#8217;ultima raccolta del poeta dà al lettore indicazioni già dal titolo: <em>Madonne e donne</em>. Lungi dall&#8217;essere una semplice descrizione, seppur piacevole di &#8220;quadri visti&#8221;, si presenta come un progetto di &#8220;diario dell&#8217;occhio&#8221; o &#8220;romanzo dello sguardo&#8221;; un viaggio intrigante tra sacro e profano dove Davide Puccini dà la sensazione di un &#8220;sorgere visuale improvviso&#8221; di qualcosa d&#8217;&#8221;altro&#8221;: «Stai ancora riflettendo / sull&#8217;inatteso annuncio ricevuto», recita un verso. Le percezioni sono minuziose, ricche di garbo e di senso. A piccoli tocchi, lungo tutto l&#8217;arco del &#8220;viaggio&#8221;, il poeta ci offre, a ben leggere tra i versi, un trattato di estetica e affronta una materia che va ben al di là dei pigmenti e della chimica.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>(nota di Viviane Ciampi)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/02/ritratto-femminile.doc">Ritratto femminile &#8211; da Madonne e donne</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/02/nota-biobibliografica1.doc">biobibliografia</a><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/02/nota-biobibliografica.doc"></a></p>
<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/02/foto-davide-puccini-buona.jpg"></a></p>
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		<title>TEVERE IN FIAMME di Alessio Brandolini</title>
		<link>http://progettogeum.org/2008/10/20/c%e2%80%99e%e2%80%99-scappato-il-morto-di-alessio-brandolini/</link>
		<comments>http://progettogeum.org/2008/10/20/c%e2%80%99e%e2%80%99-scappato-il-morto-di-alessio-brandolini/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 22:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://progettogeum.org/2008/06/30/c%e2%80%99e%e2%80%99-scappato-il-morto-di-alessio-brandolini/</guid>
		<description><![CDATA[quarta Tevere in fiamme selezione Tevere in fiamme Alessio Brandolini è nato a Frascati nel 1958. Nel 1991 ha vinto la sezione inediti del “Premio Montale” con la silloge poetica L’alba a piazza Navona, pubblicata nel 1992 da Scheiwiller. Ha curato l’edizione italiana della raccolta poetica di Jorge Boccanera Sordomuta (tradotto con Verónica Becerril &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2008/12/ce-scappato-il-morto.docx"></a></p>
<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2008/12/tevere-in-fiamme1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-428" title="tevere-in-fiamme1" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2008/12/tevere-in-fiamme1-199x300.jpg" alt="" width="198" height="226" /></a></p>
<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/01/quarta-tevere-in-fiamme.doc">quarta Tevere in fiamme</a><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2008/12/quarta-tevere-in-fiamme1.doc"></a></p>
<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/01/selezione-tevere-in-fiamme.doc">selezione Tevere in fiamme</a></p>
<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2008/12/selezione-tevere-in-fiamme.doc"><img src="http://www.italian-poetry.org/bandiera11.gif" alt="" width="68" height="50" /></a></p>
<p style="background: white; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; color: #29303b; font-family: &quot;Georgia&quot;,&quot;serif&quot;;"><strong>Alessio Brandolini</strong> è nato a Frascati nel 1958. Nel 1991 ha vinto la sezione inediti del “Premio Montale” con la silloge poetica <em><span style="font-family: &quot;Georgia&quot;,&quot;serif&quot;;">L’alba a piazza Navona</span></em>, pubblicata nel 1992 da Scheiwiller. Ha curato l’edizione italiana della raccolta poetica di Jorge Boccanera <em><span style="font-family: &quot;Georgia&quot;,&quot;serif&quot;;">Sordomuta</span></em> (tradotto con Verónica Becerril &#8211; LietoColle, 2008; premio Camaiore 2008, sez. Internazionale). Organizza letture e incontri letterari, soprattutto con il gruppo I Libri In Testa, ed è redattore della rivista “Almanacco del Ramo d’Oro”. Ha ideato e coordina <em><span style="font-family: &quot;Georgia&quot;,&quot;serif&quot;;">Fili d’aquilone</span></em>, rivista web di “immagini, idee e Poesia”.</span></p>
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		<title>LA FORESTA AMAZZONICA di Màrcia Théophilo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 19:05:51 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[saggio]]></category>

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		<description><![CDATA[I guardiani della foresta   Màrcia Théophilo,  poeta e antropologa, è nata a Fortaleza e vive fra il Brasile e l&#8217;Italia. Vi sottoponiamo alcuni suoi testi di riflessione e di poesia sulla Foresta Amazzonica. &#8220;Nel mio lavoro ho cercato di fare una fusione tra memoria emotiva e memoria culturale, tra poesia e documentazione, tra mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 14.4pt; text-align: justify"><span style="font-size: 9pt; font-family: 'Georgia','serif';"><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/01/i-guardiani-della-foresta.doc">I guardiani della foresta</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 14.4pt; text-align: justify"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 14.4pt; text-align: justify"><span style="font-size: 9pt; font-family: 'Georgia','serif';"><strong>Màrcia Théophilo</strong>,<span>  </span>poeta e antropologa, è nata a Fortaleza e vive fra il Brasile e l&#8217;Italia. Vi sottoponiamo alcuni suoi </span><span style="font-size: 9pt; font-family: 'Georgia','serif';">testi di riflessione e di poesia sulla Foresta Amazzonica.</span><span style="font-size: 9pt; font-family: 'Georgia','serif';"> &#8220;Nel mio lavoro ho cercato di fare una fusione tra memoria emotiva e memoria culturale, tra poesia e documentazione, tra mondo arcaico e mondo contemporaneo, creando un tutt&#8217;uno in cui<span>  </span>queste materie si compenetrano. Penso però, che senza la poesia non si possa arrivare all&#8217;anima della foresta. L&#8217;antropologia è una disciplina che ha finito con il privilegiare gli oggetti e la cultura materiale. Io ho privilegiato il soggetto più leggero, l&#8217;anima, la poesia.&#8221; Màrcia Théophilo è nella lista di candidatura al premio Nobel per la letteratura. </span><span style="font-size: 9pt; font-family: 'Georgia','serif';"><strong>Sito</strong>: <a href="http://www.theophilo-amazonia-e-poesia.info/index.html">http://www.theophilo-amazonia-e-poesia.info/index.html</a>, inserito nel sito dell’Unesco.</span></p>
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		<title>LA MÉMOIRE ET LE SACRÉ di Elena Bono</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 22:12:51 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Elena Bono Elena Bono, poetessa, romanziera e drammaturga è nata a Sonnino, nel Lazio ma ha trascorso gran parte della propria esistenza a Chiavari. E’ considerata da molti una delle più importanti scrittrici viventi. Recentemente, come poetessa, è stata apprezzata anche nel Quebec. Presentiamo alcune sue poesie in versione bilingue.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2008/12/foto-elena-bono.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-552" title="foto elena bono" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2008/12/foto-elena-bono-296x300.jpg" alt="" width="218" height="237" /></a><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2008/11/elena-bono.docx"></a></p>
<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2008/12/elena-bono.docx"></a><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/01/elena-bono.doc">Elena Bono</a></p>
<p><a title="ELENA BONO : LA MÉMOIRE ET LE SACRÉ" href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2008/06/elena-bono-2.doc"><img src="http://www.italian-poetry.org/bandiera11.gif" alt="" width="68" height="50" /></a></p>
<p style="background: white; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; color: #29303b; font-family: &quot;Georgia&quot;,&quot;serif&quot;;"><strong>Elena Bono</strong>, poetessa, romanziera e drammaturga è nata a Sonnino, nel Lazio ma ha trascorso gran parte della propria esistenza a Chiavari. E’ considerata da molti una delle più importanti scrittrici viventi. Recentemente, come poetessa, è stata apprezzata anche nel Quebec. Presentiamo alcune sue poesie in versione bilingue.</span></p>
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		<title>&#8220;FRAMMENTI DEL TEMPO NOSTRO&#8221; di Angelo Guarnieri</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 19:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Frammenti del tempo nostro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/01/frammenti-del-tempo-nostro.doc">Frammenti del tempo nostro</a><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2008/11/frammenti-del-nostro-tempo.docx"></a></p>
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		<title>TRAINS D&#8217;ICI di Viviane Ciampi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 07:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[revue de l&#8217;imaginaire ferroviaire &#160; Trains-d&#8217;ici]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2008/12/sito-des-rails.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-576" title="sito des rails" src="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2008/12/sito-des-rails.jpg" alt="" width="200" height="133" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">revue de l&#8217;imaginaire ferroviaire</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://progettogeum.org/wp-content/uploads/2009/01/trains-d.doc">Trains-d&#8217;ici</a></p>
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