progetto culturale


 

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Lenzuolo-manifesto della mostra “Lettere”

Lettere manoscritte        (video inauguazione mostra a Genova, Biblioteca Berio)

In un’epoca in cui la corrispondenza tradizionale sembra in via di estinzione, sostituita da messaggi trasmessi solo per via telematica, e in cui pochi pensano ancora alla possibilità di scrivere una missiva a mano, può essere utile tornare a farlo, per una volta, in forma personale e inventiva. L’intento della mostra, che sarà allestita a Genova, è quello di riportare l’attenzione sul genere «lettera», intesa come «frammento intimo», foglio sparso, appunto necessario a scandagliare l’animo umano con emozioni e pensieri pertinenti al processo creativo dell’artista. Scrive Rainer Maria Rilke a un’amica: «No, non lo faccio per lei, ma piuttosto per la “cosa”, per ciò che è il mio lavoro – finalmente in tutte le lettere c’è una traccia della sua intensità che vibra e si comunica; niente è perduto di ciò che ha vibrato una volta oltre un certo grado di intensità».

Lettere ormai impossibili da scrivere

Lettere segrete e misteriose

Lettere scritte in lingue sconosciute

Lettere ironiche

Lettere oniriche

Lettere ludiche

Lettere illeggibili

Immagini di lettere…

Il progetto, partito da Genova con timidezza, ha fatto il giro del mondo. La comunicazione globale ha permesso di diffondere in breve tempo l’idea.

Quindi il contrario della lettera scritta a mano e spedita per posta in una busta ha favorito la trasmigrazione di questo progetto in ogni dove e più di venti sono stati i paesi partecipanti e altrettante, circa, le lingue.

Ci sono stati rifiuti, differimenti, incertezze, dinieghi, ma anche entusiasmo e collaborazione.

Siamo stati sepolti dalle lettere, confusi dalle lettere, dalle lingue spesso incomprensibili e dalle forme imprevedibili.

Si creerà un archivio aperto di queste lettere. Abbiamo il desiderio di proseguire.

Un tempo erano l’unico modo per comunicare.

Poi c’è stato l’arrivo del telefono che ha cambiato ancora le cose.

Ma il loro valore è rimasto nella nostra memoria: la segretezza, l’attesa di quel messaggio che potevi trovare o no nella cassetta della posta. A volte le lettere viaggiavano per mesi prima di arrivare a te.

Tutto è ormai cambiato: gli SMS e le e-mail arrivano in tempo reale o non arrivano mai, e tuttavia perdura un’eco di quel meraviglioso senso di incertezza, specialmente se il messaggio poteva racchiudere novità importanti o memorie d’amore.

Le lettere scritte a mano rappresentano una magia di comunicazione che non dobbiamo dimenticare, anche se, oggi, altri sono i mezzi veloci che comunque possono darci emozioni forti.

C’è stato indubbiamente un passaggio epocale e ora noi vogliamo ricordare, creando un archivio che assumerà forse la valenza di un piccolo contributo a un’ archeologia della lettera .

Per chi vorrà, accoglieremo ancora queste tracce di un tempo che velocemente scorre e ci sovrasta.

Webmaster:  Domingo Donato

Progetto e sito web a cura di Silvia Ballerini, Luisella Carretta, Carolina Cuneo, Domingo Donato, Maurizio Olita, Viola Pagliano, Alessandra Russo e con il contributo di Viviane Ciampi. 

In collaborazione con: Biblioteca Berio-Sezione di Conservazione e Ufficio Comunicazione Promozione Eventi Culturali.

Letters   note in english

Lettres   note en français

Tre esempi di lettere tra le molte arrivate:

Cécile Oumhani

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 Lilla Agrafioti

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 Bartolomé Ferrando

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Comunicato stampa

I partecipanti – participants

www.leariedeltempo.it          (per leggere ogni singola lettera)

                                                       (pour lire chaque lettre)

                                                       (to read every single letter)

La coperta delle donne

Il progetto artistico di Alina Rizzi  (www.segniesensi.it) nasce come stimolo alla fantasia delle donne, alla loro abilità più antica – il cucito e la manipolazione di lana, fili, tessuto – e alla solidarietà tra donne. Una coperta lavorata da tante mani femminili, che scalda dentro e fuori, creando una rete invisibile, ma autentica tra sconosciute di ogni luogo: quindi un lavoro in progress, che non si pone un punto di arrivo.

Quest’opera composta da 150 lavori di artiste di  differenti nazionalità, cuciti insieme per formare una composizione della misura di cm 300 x 450. La mostra “La coperta delle donne” è già stata presentata con notevole interesse a Mosca, Milano,  Como e Genova.

 

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Quando si nasce tubero – una patata, nel caso specifico – il destino, appare crudele: nella migliore delle ipotesi si finisce nel piatto, poi sotto il palato del consumatore. Ma i poeti o gli artisti, si sa, hanno uno sguardo sugli oggetti che ci circondano, sull’infinitamente umile, che non è quello dei comuni mortali. Ci fanno capire come la poesia, l’arte in genere, possa liberare nell’umano l’atteggiamento della prossimità alle minime creature.

Ed ecco che una semplice patata diventa oggetto di osservazione, certezza sensibile, pensiero metafisico, poi gentile ossessione e infine musa a cui dare nomi come Monna Lisa o Charlotte. Questa è stata l’esperienza di un poeta, Jean Foucault  (il Gianni Rodari francese) che racconta:

 

«M’impunto su UNA patata, UNA SOLA. Così, dal mese di ottobre 1997 a settembre 2001, andai a trovarla ogni mattina. Era libera sul mio tavolo, vicino alla finestra. Non fuggì mai. E dai nostri rapporti quotidiani dovevano nascere momenti-geografi, momenti- personaggi, momenti-animali. Quindi, il sorgere di tutto un mondo di cui questa galleria di ritratti è uno degli elementi che lo costituiscono…»  

 

Tre piccoli volumi attorno all’argomento, una sorta di diario di bordo vengono alla luce  per le edizioni Corps Puce (collection Liberté sur Parole en hommage à Octavio Paz).

 

Da cosa nasce cosa, in questi giorni la mostra:

LA POMME DE TERRE EST BONNE À RÊVER

nota di Viviane Ciampi

 

 

Tubercules

La pomme de terre est bonne à rêver

una bella signora ancora giovane