saggio


da sinistra:  Arnaldo Bagnasco, Antonio Ricci e Bernard Noël in occasione dell’incontro organizzato a Genova dalla Fondazione Carige e dalla rivista arte e cultura Icaro, sul tema della televisione:  La privazione di senso (foto di Silvia Ambrosi)

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La privazione di senso

La privation de sens

Bernard Noël saggista, critico d’arte e poeta, nato nel 1930, vive a Mauregny nel nord della Francia. Intellettuale a tutto tondo che ha segnato e segna in maniera incisiva la vita culturale francese. Ha esordito nel 1958 ed oltre ad una cinquantina di opere (poesia, saggistica, narrativa, teatro) ha diretto coraggiose collane di poesia (Flammarion, Fata Morgana). In questo saggio, l’autore, scomodo fino alla violenza verbale, col suo modo di andare al fondo delle cose mette il punto su come agiscono le immagini nel cervello dell’utente. Il saggio è rivolto, per la verità, al pubblico televisivo francese ma era così evidente la similitudine col nostro panorama televisivo che non ci è parso vero proporvelo.  (Nota di Viviane Ciampi)

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 I membri della nascente Internazionale Situazionista (1957)

(fotografia di Ralph Rumney)

 

Da sinistra:

Pinot Gallizio, Simondo, Elena Verrone, Michèle Bernstein, Guy Debord, Jorn, Walter Olmo

 

Sandro Ricaldone è nato nel 1951 a Genova, dove vive e lavora. Studioso delle avanguardie della seconda metà del XX Secolo, negli anni 80 ha curato la pubblicazione di “Ocra”, una rivista dedicata a questo soggetto, dove ha ospitato, fra gli altri, testi di Isidore Isou, Joseph Noiret, Pol Bury, Christian Dotremont, Jacques Doucet, Enrico Baj, Michèle Bernstein, Jean-Paul Curtay e interviste a Maurice Wyckaert, Piero Simondo, Piergiorgio Gallizio. Collaboratore di riviste e quotidiani (fra cui Il Secolo XIX di Genova), ha creato numerosi siti web, fra cui Quatorze (http://www.quatorze.org), sul tema delle avanguardie del secondo 900.

Il saggio Una situazione provvisoria (Cosio 1957) è stato pubblicato dall’editore liberodiscrivere come allegato, in forma gratuita, al periodico Arte e cultura Icaro, dicembre 2007, n° 5. 

frammento di Una situazione provvisoria  

 

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“Furio Jesi (1941-1980) fu egittologo, mitologo e in seguito germanista. Le sue analisi critiche interessarono il ruolo del mito in letteratura, ma più in generale nell’arte, visto che «nella sua genesi e nella sua epifania l’opera d’arte è sempre materiata di miti», ossia fin dalla sua nascita e nel suo manifestarsi (all’artista come allo spettatore) l’opera d’arte è costituita da miti.

Possiamo intendere l’alterità del mito fin da subito in due sensi: come termine di confronto fondamentale nell’esperienza umana, della quale l’arte è un momento particolare; e come tratto discriminante della differenza tra gli antichi, che avevano accesso diretto e autentico all’epifania del mito, e i moderni, ai quali è rimasta solo l’esperienza diretta della rappresentazione del mito.

Nell’introduzione di Mito (1973), che si propone come storia della “scienza del mito”, Jesi si chiede in cosa consista e se abbia una propria autonomia: le risposte a queste due domande, come mostra l’autore, dipendono dal contesto culturale e dalla posizione del singolo studioso, ma  in epoca moderna confermano la distanza dell’uomo dall’autentica esperienza del mito”.

 

Il mito come alterità in letteratura nel pensiero di Furio Jesi

 

 

 

Curriculum di Davide Finco

(da Icaro periodico Arte e Cultura n° 4)

La morte dell’immaginazione della morte

Jacques Darras, poeta, saggista e traduttore è nato nel 1939 nel Ponthieu vicino alla Manica. Docente emerito dell’Università di Picardia dove ha insegnato letteratura anglo-americana, ha ricevuto il Prix Apollinaire  nel 2004 e il Grand Prix de l’Académie Française per l’insieme della sua opera, nel 2006. Di notevole impatto sul pubblico le sue performance da solo o con l’attore Jacques Bonnafé. Fa parte del comitato di redazione della rivista Inuits dans la Jungle. In questo saggio si sofferma a lungo sul fatto che non si possa più pensare ad un aldilà o quanto meno alla morte in termini di “soglia”.

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Nato a Montreal, da genitori italiani, nel 1953, Antonio D’Alfonso compie studi in inglese e francese al College Loyola e all’Università di Montreal. Poeta, critico, cineasta indipendente, fonda nel 1978 le Éditions Guernica con all’attivo più di cento titoli, principalmente con poeti del Quebec e canadesi-inglesi, sia in lingua originale che in traduzione. Pensatore dell’etnicità e dell’italianità, romanziere, traduttore, il poeta si è fatto conoscere soprattutto con L’autre rivage, editato diverse volte (anche in versione inglese, con il titolo di: The Other Shore) tra il 1987 e il 1999. Installato con la sua casa di edizioni a Toronto, D’Alfonso porta avanti un’opera pubblicata soprattutto in Quebec ma che nel contempo fa parte integrante della letteratura franco-ontariana, come nel caso della raccolta Comment ça se passe, apparsa per le Éditions du Noroît e finalista del Prix Trillium, nel 2002.

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Roberto Agostini. Giornalista, scrittore e traduttore, è nato il 2 marzo 1951 a Milano, dove vive e lavora. Laureato in filosofia all’Università Statale di Milano, diplomato in regia alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, dal 1978 è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Dopo gli inizi come critico teatrale per La Repubblica, altri periodici e trasmissioni radiofoniche e televisive, è stato dirigente editoriale di case editrici nazionali e internazionali. Ha finora pubblicato saggi, romanzi e testi divulgativi per ragazzi, guide turistiche e artistiche. Tiene corsi di scrittura e anima gruppi di lettura nel Sistema Bibliotecario di Milano. La sua passione per la poesia risale agli anni giovanili e, dopo alcune pubblicazioni sparse, ha presentato la prima raccolta nel 2008 (mattini antartici, Cierre Grafica), segnalata al Premio Nazionale Lorenzo Montano.

 

Creativi e/o Cosmopoliti

I guardiani della foresta

 

Màrcia Théophilo,  poeta e antropologa, è nata a Fortaleza e vive fra il Brasile e l’Italia. Vi sottoponiamo alcuni suoi testi di riflessione e di poesia sulla Foresta Amazzonica. “Nel mio lavoro ho cercato di fare una fusione tra memoria emotiva e memoria culturale, tra poesia e documentazione, tra mondo arcaico e mondo contemporaneo, creando un tutt’uno in cui  queste materie si compenetrano. Penso però, che senza la poesia non si possa arrivare all’anima della foresta. L’antropologia è una disciplina che ha finito con il privilegiare gli oggetti e la cultura materiale. Io ho privilegiato il soggetto più leggero, l’anima, la poesia.” Màrcia Théophilo è nella lista di candidatura al premio Nobel per la letteratura. Sitohttp://www.theophilo-amazonia-e-poesia.info/index.html, inserito nel sito dell’Unesco.

la poesia, le parole dell’anima

Angelo Guarnieri è nato nel 1951 a Castelbuono in Sicilia. Dal 1979 lavora come Psichiatra nei Servizi Pubblici per la Salute Mentale dell’area genovese. Nel suo operare terapeutico-riabilitativo con persone portatrici di sofferenza psichica ha sempre dato valore agli spazi di espressione creativa e alla parola poetica in particolare.  Nel 2003 ha curato il volume di poesie di Alda Merini “Dopo tutto anche tu” (Edizioni San Marco dei Giustiniani, Genova), che raccoglie poesie dettate per telefono dalla poetessa all’amico psichiatra.