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	<title>Comments for Progetto Geum</title>
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	<description>Forme di espressione dell’ingegno letterario, scientifico, artistico e tecnologico. A Genova. In Europa. Nel Mondo.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Nov 2011 14:45:40 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Comment on IL LINGUAGGIO DEGLI ALBERI- la fotografia incontra la parola &#8211; by rosa rrrrrrrdaros</title>
		<link>http://progettogeum.org/2012/03/25/il-linguaggio-degli-alberi-la-fotografia-incontra-la-parola-2/comment-page-1/#comment-2787</link>
		<dc:creator>rosa rrrrrrrdaros</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 14:45:40 +0000</pubDate>
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		<description>belle immagini. gli alberi ci parlano e ci accompagnano
grazie
Rosa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>belle immagini. gli alberi ci parlano e ci accompagnano<br />
grazie<br />
Rosa</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on IL MITO COME ALTERITÀ IN LETTERATURA NEL PENSIERO DI FURIO JESI &#8211; di Davide Finco by issikta&#124;memoire d'un peuple&#124;lyrics&#124;poesie</title>
		<link>http://progettogeum.org/2009/05/25/il-mito-come-alterita-in-letteratura-nel-pensiero-di-furio-jesi-di-davide-finco/comment-page-1/#comment-2727</link>
		<dc:creator>issikta&#124;memoire d'un peuple&#124;lyrics&#124;poesie</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 04:00:50 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;issikta&#124;memoire d&#039;un peuple&#124;lyrics&#124;poesie...&lt;/strong&gt;

[...]IL MITO COME ALTERITÀ IN LETTERATURA NEL PENSIERO DI FURIO JESI &#8211; di Davide Finco &#187; Progetto Geum[...]...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>issikta|memoire d&#8217;un peuple|lyrics|poesie&#8230;</strong></p>
<p>[...]IL MITO COME ALTERITÀ IN LETTERATURA NEL PENSIERO DI FURIO JESI &#8211; di Davide Finco &raquo; Progetto Geum[...]&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Augusto Forin &#8211; Aspirina Metafisica by Alvaro detto Hal</title>
		<link>http://progettogeum.org/2011/04/09/augusto-forin-aspirina-metafisica/comment-page-1/#comment-2481</link>
		<dc:creator>Alvaro detto Hal</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 18:30:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://progettogeum.org/?p=6777#comment-2481</guid>
		<description>che piacevole dolore abbiamo per le mani! AUGUSTO FORIN! Sentite che nome! Sentite che attacco magistrale! Canzoni e musiche come dominio, a cui è stato dato il primo tocco da un fondo scala di una bettola e che , srotolandosi come una muraglia cinese portatile, arriva fino a noi. Augusto, il sommo cantautore incompreso, che nel mezzo del cammin della sua vita si trova gettato in  una società di pseudo artistucoli il cui compito è quello di discettare su ogni cosa senza la giusta sensibilità. Un cantautore il cui ruolo DEVE diventare primario! Tutti noi abbiamo delle responsabilità! Egli ha sommamente ingannato le proprie aspettative e quelle che la borghesia ligure nutriva nei suoi confronti. Augusto prende a colpi di spartiti le parole con versi aciduli e vernacoleschi il cui scopo principale è quello della reazione a catena tra musica, rigurgiti serali d’avanguardia, cantilene d’amore alcoliche e versi strascicati di cui poco si capisce. 
Ma è il ritmo che aleggia come una presenza costante! 
A volte inopportuno; altre da pelle d’oca. 
I suoi inserimenti sulle “traiettorie pentagrammesche” è perfetto, stabilizzato com’è da “gomme musicali” a sestupla mescola. La potenza erogata dal suo motore vocale è sconcertante:  PRIMA, SECONDA, TERZA…e sei già quasi al massimo! 
Aspirina metafisica: un Cd che dialoga con voi mentre siete sovrappensiero! Una tragedia dell’incomprensione semantica! Un’amalgama di mare e cielo, di terra e acqua, di aria e fango. 
Compratelo! Fa bene all’anima e al cuore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che piacevole dolore abbiamo per le mani! AUGUSTO FORIN! Sentite che nome! Sentite che attacco magistrale! Canzoni e musiche come dominio, a cui è stato dato il primo tocco da un fondo scala di una bettola e che , srotolandosi come una muraglia cinese portatile, arriva fino a noi. Augusto, il sommo cantautore incompreso, che nel mezzo del cammin della sua vita si trova gettato in  una società di pseudo artistucoli il cui compito è quello di discettare su ogni cosa senza la giusta sensibilità. Un cantautore il cui ruolo DEVE diventare primario! Tutti noi abbiamo delle responsabilità! Egli ha sommamente ingannato le proprie aspettative e quelle che la borghesia ligure nutriva nei suoi confronti. Augusto prende a colpi di spartiti le parole con versi aciduli e vernacoleschi il cui scopo principale è quello della reazione a catena tra musica, rigurgiti serali d’avanguardia, cantilene d’amore alcoliche e versi strascicati di cui poco si capisce.<br />
Ma è il ritmo che aleggia come una presenza costante!<br />
A volte inopportuno; altre da pelle d’oca.<br />
I suoi inserimenti sulle “traiettorie pentagrammesche” è perfetto, stabilizzato com’è da “gomme musicali” a sestupla mescola. La potenza erogata dal suo motore vocale è sconcertante:  PRIMA, SECONDA, TERZA…e sei già quasi al massimo!<br />
Aspirina metafisica: un Cd che dialoga con voi mentre siete sovrappensiero! Una tragedia dell’incomprensione semantica! Un’amalgama di mare e cielo, di terra e acqua, di aria e fango.<br />
Compratelo! Fa bene all’anima e al cuore.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on ADA TORRENTE by simone</title>
		<link>http://progettogeum.org/2010/04/16/ada-torrente/comment-page-1/#comment-2479</link>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 08:14:53 +0000</pubDate>
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		<description>brava Ada... 
come va?
che si dice a carrara?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>brava Ada&#8230;<br />
come va?<br />
che si dice a carrara?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on MADONNE E DONNE di Davide Puccini by melissa mey</title>
		<link>http://progettogeum.org/2009/02/11/madonne-e-donne-di-davide-puccini/comment-page-1/#comment-1752</link>
		<dc:creator>melissa mey</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 15:41:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://progettogeum.org/?p=1088#comment-1752</guid>
		<description>ciao. sono contento ma anche un po supr?so per me. che ho vedo m?a foto e ?nformaz?on?. graz?e . posso volore questo l?bro.? t? prego m? mando.  saluti d&#039;istanbul...m.m.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao. sono contento ma anche un po supr?so per me. che ho vedo m?a foto e ?nformaz?on?. graz?e . posso volore questo l?bro.? t? prego m? mando.  saluti d&#8217;istanbul&#8230;m.m.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on ADA TORRENTE by il.gidio.di.rezza.:)</title>
		<link>http://progettogeum.org/2010/04/16/ada-torrente/comment-page-1/#comment-1729</link>
		<dc:creator>il.gidio.di.rezza.:)</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 07:11:26 +0000</pubDate>
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		<description>molto bello!:)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>molto bello!:)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on UNA SITUAZIONE PROVVISORIA (Cosio 1957) di Sandro Ricaldone by angelo</title>
		<link>http://progettogeum.org/2009/06/28/una-situazione-provvisoria-cosio-1957-di-sandro-ricaldone/comment-page-1/#comment-1380</link>
		<dc:creator>angelo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 08:43:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://progettogeum.org/?p=955#comment-1380</guid>
		<description>ho frequentato circa vent&#039;anni fa roberto, il figlio di giuliana marras, e mauro de luca. siccome avrei intenzione di includere un capitolo di tematiche manicomiali nel saggio storico in gestazione, mi chiedo se sarà possibile utilizzare il blog inerente all&#039;esperienza artistica maturata a quarto.
ringraziando, resto in attesa di risposta via mail.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho frequentato circa vent&#8217;anni fa roberto, il figlio di giuliana marras, e mauro de luca. siccome avrei intenzione di includere un capitolo di tematiche manicomiali nel saggio storico in gestazione, mi chiedo se sarà possibile utilizzare il blog inerente all&#8217;esperienza artistica maturata a quarto.<br />
ringraziando, resto in attesa di risposta via mail.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Lodève &#8211; Serata di performance by roberto agostini</title>
		<link>http://progettogeum.org/2009/09/19/lodeve-2009-serata-di-performance/comment-page-1/#comment-871</link>
		<dc:creator>roberto agostini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 15:34:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://progettogeum.org/?p=1920#comment-871</guid>
		<description>Mi stava ricordando una serata milanese futurista, in un club off off, tanti anni fa, la parata sotto le stelle dalla Francia. Stesse perplessità, simpaticamente tali: non ci capisco niente! Poi un pensiero, coltello: ma i nostri primitivi facevano così poesia, racconto, mito, alle nostre origini. E allora il ritorno al club milanese della mia giovinezza è anche stato ritorno a una caverna.
Caverna di voci, echi, e la poesia che si legge fra noi, come Ambrogio silenzioso al leggio che stupiva Agostino, sfigura davanti a questa furia. Forse il verso scritto non è un verso, vero? Guardo le facce, ascolto i colori, aguzzo le orecchie. Vado indietro, molto. Gutturalmente. Bene. Occorre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi stava ricordando una serata milanese futurista, in un club off off, tanti anni fa, la parata sotto le stelle dalla Francia. Stesse perplessità, simpaticamente tali: non ci capisco niente! Poi un pensiero, coltello: ma i nostri primitivi facevano così poesia, racconto, mito, alle nostre origini. E allora il ritorno al club milanese della mia giovinezza è anche stato ritorno a una caverna.<br />
Caverna di voci, echi, e la poesia che si legge fra noi, come Ambrogio silenzioso al leggio che stupiva Agostino, sfigura davanti a questa furia. Forse il verso scritto non è un verso, vero? Guardo le facce, ascolto i colori, aguzzo le orecchie. Vado indietro, molto. Gutturalmente. Bene. Occorre.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on TEVERE IN FIAMME di Alessio Brandolini by roberto  ruperts</title>
		<link>http://progettogeum.org/2008/10/20/c%e2%80%99e%e2%80%99-scappato-il-morto-di-alessio-brandolini/comment-page-1/#comment-170</link>
		<dc:creator>roberto  ruperts</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 18:25:09 +0000</pubDate>
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		<description>Le prime impressioni sono, almeno in me, quelle che restano, con profondi echi di significato. Non so per altri. Ecco cosa ho colto dalle poesie di Brandolini: due temi concatenati, credo, il conflitto Tevere-Tropici e Padre-Figlio. Non ricordo e non voglio controllare testualmente per non perdere questa felicità di flusso, ma c&#039;è un&#039;immagine di un padre che prende la mano del figlio, o vuole... . E ci sono molte immagini di animali frutti con sentori e colori esotici. Bene, Brandolini, esprime il fondamentale tema dello sradicamento del poeta - da Baudelaire in poi... ma Ovidio?, il tema è perenne nella lirica - della separazione del cantore dalla sua terra, della nostalgia del canto per quello che non si possiede e non si è mai posseduto. Mi ha colpito anche, ma è un rilievo stilistico - forse ormai esistenziale per l&#039;autore? - la poesia finale, più lunga, molto più estesa. Che Brandolini cerchi di estendere il proprio canto anche sulla pagina? Sapete che per i poeti l&#039;alternanza breve o lungo è questione importante. Sotto questo segno dell&#039;incertezza, io ho letto tutto con piacere, e alcune impressioni rimaste sono interessanti. Poi il titolo, il fuoco è un&#039;immagine retorica, attiva, che funziona sempre perchè, anche qui in modo ambivalente, unisce il desiderio di tabula rasa e il dolore per quello che non ci sarà più. In alcuni versi di Brandolini ho sentito anche impotenza: il fuoco è un auspicio, allora?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le prime impressioni sono, almeno in me, quelle che restano, con profondi echi di significato. Non so per altri. Ecco cosa ho colto dalle poesie di Brandolini: due temi concatenati, credo, il conflitto Tevere-Tropici e Padre-Figlio. Non ricordo e non voglio controllare testualmente per non perdere questa felicità di flusso, ma c&#8217;è un&#8217;immagine di un padre che prende la mano del figlio, o vuole&#8230; . E ci sono molte immagini di animali frutti con sentori e colori esotici. Bene, Brandolini, esprime il fondamentale tema dello sradicamento del poeta &#8211; da Baudelaire in poi&#8230; ma Ovidio?, il tema è perenne nella lirica &#8211; della separazione del cantore dalla sua terra, della nostalgia del canto per quello che non si possiede e non si è mai posseduto. Mi ha colpito anche, ma è un rilievo stilistico &#8211; forse ormai esistenziale per l&#8217;autore? &#8211; la poesia finale, più lunga, molto più estesa. Che Brandolini cerchi di estendere il proprio canto anche sulla pagina? Sapete che per i poeti l&#8217;alternanza breve o lungo è questione importante. Sotto questo segno dell&#8217;incertezza, io ho letto tutto con piacere, e alcune impressioni rimaste sono interessanti. Poi il titolo, il fuoco è un&#8217;immagine retorica, attiva, che funziona sempre perchè, anche qui in modo ambivalente, unisce il desiderio di tabula rasa e il dolore per quello che non ci sarà più. In alcuni versi di Brandolini ho sentito anche impotenza: il fuoco è un auspicio, allora?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on UNA SITUAZIONE PROVVISORIA (Cosio 1957) di Sandro Ricaldone by roberto  ruperts</title>
		<link>http://progettogeum.org/2009/06/28/una-situazione-provvisoria-cosio-1957-di-sandro-ricaldone/comment-page-1/#comment-169</link>
		<dc:creator>roberto  ruperts</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 18:16:20 +0000</pubDate>
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		<description>Attendo con interesse la pubblicazione delle prossime puntate. In effetti, dopo il situazionismo, la fine dell&#039;arte si è fatta più chiara, marcata dall&#039;esponenziale crescita, secondo le apocalittiche previsioni di Anders e altri - i filosofi più consapevoli - della società di massa con i suoi rituali consumistici. Quello che tutti - avanguardisti e/o non - credevano un gioco, quindi sarebbe stata possibile anche la sua destrutturazione, semantica, ludica,  infine politica, si è confermato, invece, l&#039;unico gioco possibile: produrre e consumare. Tutto cadendo sotto la categoria dello spreco, all&#039;artista-filosofo-interprete ecc., non è rimasto più nulla da fare e/o dire. Oggi, forse, ed è un invito all&#039;autore del saggio per rifletterci, occorre tornare indietro, alla tradizione che precede il disfacimento attuale. Ma ne riparleremo, credo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Attendo con interesse la pubblicazione delle prossime puntate. In effetti, dopo il situazionismo, la fine dell&#8217;arte si è fatta più chiara, marcata dall&#8217;esponenziale crescita, secondo le apocalittiche previsioni di Anders e altri &#8211; i filosofi più consapevoli &#8211; della società di massa con i suoi rituali consumistici. Quello che tutti &#8211; avanguardisti e/o non &#8211; credevano un gioco, quindi sarebbe stata possibile anche la sua destrutturazione, semantica, ludica,  infine politica, si è confermato, invece, l&#8217;unico gioco possibile: produrre e consumare. Tutto cadendo sotto la categoria dello spreco, all&#8217;artista-filosofo-interprete ecc., non è rimasto più nulla da fare e/o dire. Oggi, forse, ed è un invito all&#8217;autore del saggio per rifletterci, occorre tornare indietro, alla tradizione che precede il disfacimento attuale. Ma ne riparleremo, credo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on LA VOCE DELLA SORELLANZA &#8211; Claudine Bertrand by Enrico Granafei</title>
		<link>http://progettogeum.org/2008/12/22/la-voce-della-sorellanza-claudine-bertrand/comment-page-1/#comment-168</link>
		<dc:creator>Enrico Granafei</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 20:43:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://progettogeum.org/?p=869#comment-168</guid>
		<description>Il Quebec ci ha dato ultimamente dei prodotti culturali e di spettacolo interessantissimi  che hanno raggiunto una dimensione internazionale: 
Cirque du soleil che ci ha offerto un circo stilizzato, elegante, futurista ma soprattutto scevro dagli aspetti tradizionalemte piu` tristi di questo tipo di spettacolo, le deformita` messe in mostra per far ridere e gli animali. 
L&#039;altro recente prodotto del Quebec e` una serie di video: Tetes a claque ( facce da schiaffi) che mostrano personaggi tipici del Quebec che si esprimono nel francese colorito e divertente della regione Franco-canadese. Nonostante la lingua a volte difficile da comprendere anche per i francofoni del resto del mondo, Tetes a Claques ha quel carattere di universalita` che caratterizza il grande teatro internazionale, Shakespeare, Eduardo etc...Non credo che siano ancora arrivati in Italia ma spero  che cio` avvenga presto. 
Last but not least abbiamo poeti come Claudine che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente. Personaggio meraviglioso, ho apprezzato soprattutto la sua affermazione secondo cui il poeta al giorno d&#039;oggi deve descrivere la condizione umana senza necessariamente asservirsi a un partito politico. 
E tuttavia , senza voler politicizzare troppo l&#039;argomento, ho l&#039;impressione che non sia un caso il fatto che tutte queste voci nuove e fresche vengano da una paese  che quasi correva il rischio di perdere completamente la propria lingua e la propria cultura per essere assorbita totalmente dal contesto anglofono che lo ancora lo circonda. Brava Claudine e brava Viviane per aver saputo fare le domande giuste!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il Quebec ci ha dato ultimamente dei prodotti culturali e di spettacolo interessantissimi  che hanno raggiunto una dimensione internazionale:<br />
Cirque du soleil che ci ha offerto un circo stilizzato, elegante, futurista ma soprattutto scevro dagli aspetti tradizionalemte piu` tristi di questo tipo di spettacolo, le deformita` messe in mostra per far ridere e gli animali.<br />
L&#8217;altro recente prodotto del Quebec e` una serie di video: Tetes a claque ( facce da schiaffi) che mostrano personaggi tipici del Quebec che si esprimono nel francese colorito e divertente della regione Franco-canadese. Nonostante la lingua a volte difficile da comprendere anche per i francofoni del resto del mondo, Tetes a Claques ha quel carattere di universalita` che caratterizza il grande teatro internazionale, Shakespeare, Eduardo etc&#8230;Non credo che siano ancora arrivati in Italia ma spero  che cio` avvenga presto.<br />
Last but not least abbiamo poeti come Claudine che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente. Personaggio meraviglioso, ho apprezzato soprattutto la sua affermazione secondo cui il poeta al giorno d&#8217;oggi deve descrivere la condizione umana senza necessariamente asservirsi a un partito politico.<br />
E tuttavia , senza voler politicizzare troppo l&#8217;argomento, ho l&#8217;impressione che non sia un caso il fatto che tutte queste voci nuove e fresche vengano da una paese  che quasi correva il rischio di perdere completamente la propria lingua e la propria cultura per essere assorbita totalmente dal contesto anglofono che lo ancora lo circonda. Brava Claudine e brava Viviane per aver saputo fare le domande giuste!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on LA VOCE DELLA SORELLANZA &#8211; Claudine Bertrand by roberto  ruperts</title>
		<link>http://progettogeum.org/2008/12/22/la-voce-della-sorellanza-claudine-bertrand/comment-page-1/#comment-165</link>
		<dc:creator>roberto  ruperts</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 15:38:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://progettogeum.org/?p=869#comment-165</guid>
		<description>Breve, chiara, coinvolgente (“sono una bambina abbandonata”) l&#039;intervista che ho letto. Capisco quanto la nostra cultura - tanto sbandierata - non sappia un tubo: dove le trovo le poesie di Claudine? Qualcuno le ha tradotte e pubblicate? La seconda cosa che mi ha incuriosito: credo che la voce femminile sia stata nel 900 più potente di quella maschile. Invidio alle poetesse la loro concretezza significante nel dettaglio. So che anche l&#039;intervistatrice lo è. L&#039;articolo ci guadagna.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Breve, chiara, coinvolgente (“sono una bambina abbandonata”) l&#8217;intervista che ho letto. Capisco quanto la nostra cultura &#8211; tanto sbandierata &#8211; non sappia un tubo: dove le trovo le poesie di Claudine? Qualcuno le ha tradotte e pubblicate? La seconda cosa che mi ha incuriosito: credo che la voce femminile sia stata nel 900 più potente di quella maschile. Invidio alle poetesse la loro concretezza significante nel dettaglio. So che anche l&#8217;intervistatrice lo è. L&#8217;articolo ci guadagna.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on CREATIVI e/o COSMOPOLITI di Roberto Agostini by Gaby Ramsperger Giacomini</title>
		<link>http://progettogeum.org/2009/01/14/creativi-eo-cosmopoliti-di-roberto-agostini/comment-page-1/#comment-160</link>
		<dc:creator>Gaby Ramsperger Giacomini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 15:04:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://progettogeum.org/?p=856#comment-160</guid>
		<description>Senza personalizzare,qualcuno ha detto che il pessimismo è una sorta di ottimismo deluso.
Ma un realismo informato è di per sè propositivo ?
E noi siamo nel vortice. Il mondo sente la corsa. Il placido Pianeta Azzurro che i primi astronauti hanno visto gridando allo splendore è in realtà un pullulare di voleri, un magnetico flusso di necessità di scambi, quasi mors tua fosse vita mea in assoluto. Mi sono convita di questo più che mai quando ho visto –La guerre du Feu-  J.J.Annaud ’81-  L’avete visto? Un film ricostruzione e metafora a mio parere intrigante e  a volte divertente che ci presenta i nostri gutturali e gestuali primordi  con i quali l’essere umano potrebbe aver iniziato tutto il suo conquistare.

Roberto Agostini considerando con garbo, competenza e ferma amarezza(ma con per fortuna qualche spiraglio) la situazione globale e globalizzante di oggi ci offre uno specchio. E questo è bene.
Ma forse non è proprio così grave. Tutto questo nella natura umana c’è da sempre. Cercare l’altro. Conquistare. Fagocitane il meglio. Peggio,sottometterlo. Egoticamente, come un nucleo che per sua natura deve andare avanti, farsi largo tra gli ostacoli che trova. E gli ostacoli sono gli Altri, occupati nella stessa manovra. Sembra che l’inerzia in senso assoluto non esista. Forse qualche momentaneo equilibrio,stallo... ma poi, l’universo del quale siamo figli, insegna, anche se non ci ha ancora detto dove va.  Esistono però resistenze, sistemi frenanti,vecchie scorie che stentano a dissolversi o trasformarsi. 
Il caos, quella specie di trambusto sempre gravido conduce per forza a nuove forme, nuovi equilibri. Equilibri nei quali finché non omologati a me piace pensare che siamo equi-liberi.

Uno scultore cinese non potrà mai essere uguale ad uno africano come dice Agostini al pto 2 
Per quanto gli artisti si possano affidare a  messaggi unificati per farsi recepire subito da tutti, a mio parere il DNA  nelle loro opere è straevidente sempre. Non si può cancellarlo. E’ come se  consegnasse le chiavi del suo impero senza riserve. Sarà invece un inevitabile Dare e Avere. Ma senza appiattimenti. D’altra parte Picasso essendo un artista potentemente poliedrico guardò all’arte africana dove trovò chiavi nuove di cui servirsi producendo quello che conosciamo. Una contaminazione acclamata. Metabolizzata. Restituita con gli interessi. 
 
Al contagio non ci si può opporre. Il contagio ha in sè sempre un seme produttivo e... selettivo. Si omologa solo per necessità. Se ne serve, preservando il nucleo che  a mio parere non è in pericolo, escluso forse per le forme deboli.
Sono d’accordo invece sul fatto che molti artisti  oggi per differenziarsi e farsi largo al più presto si servano di forme scoccanti,il più lesive possibile di sè e della sensibilità dello spettatore. Così gli si stamperà prima nella memoria forse ?
Ma l’artista è autonomo. Responsabile e sostanzialmente indipendente. Perfino se sostenuto con denaro come veniva fatto da grandi galleristi che hanno fatto la storia dell’arte recente,(due nomi, Ileana Sonnabend,Leo castelli...).

Dice Chris Ofili artista africano affermato,splendidamente moderno,- Mi piace l’attitudine di copia e incolla dell’hip hop. Spesso puoi sentire dove finisce un loop e ne inizia un’altro, una cosa che cerco di rendere evidente nelle mie opere,in modo da far vedere come sono state realizzate.-( Art Now-Tascen vol.2) 
E come non guardare con felicità sublime le Maquettes–sculture- di Isek Kingelez- Congo, che espone in tutto il globo. Il suo mondo giocoso e auspicabile (io ci vivrei eccome nei suoi progetti-quartiere), dice :-Le mie idee nascono in Africa.- (A.N.T.vol 1)
O forse l’universale segue una sua logica (cosmica –terrestre),  e come dice Maurizio Cattelan :
-Tutto ciò che segue un’opera,una volta completata,non ti appartiene. Non puoi controllare... - (A.N.T.vol.2)

Per la grafica il design, l’architettura, vige il SuperDio della comunicazione, la necessità di far comprendere il messaggio più rapidamente possibile, magari anche quelli subliminali, vivere sfruttando al meglio le offerte della tecnologia e del benessere. Un dovere dell’architetto. Anche se non sempre avviene visto certi arredi e costruzioni  progetti architettonici per le nostre città che fanno venire il mal di pancia e la depressione. 
  Sulla  creatività:  Non  mi pare destinata a sparire nel modulo- ma bisognerebbe servirsene accortamente. 
Il Modulo in sè  non mi suggerisce l’Imbrancamento  come sardine, acciughe che di colpo sanno voltare il branco di quì e di là facendo muro. Con la sua energia non è un barriera argentea e invalicabile, lo sembra. Un bel pesce solitario e diverso può tranquillamente spaventarle e andare oltre, molto oltre, mangiandosene pure qualcuna.
Quale prezzo dovremo però pagare si chiede Agostini, e ha ragione a chiedercelo. Forse  non lo sappiamo ancora.

Può darsi che il mondo sappia sempre darsi delle svolte... può darsi che fra tremila anni gli storici parleranno del nostro medioevo con una certa tenerezza... mentre noi ci torturiamo all’idea di una fine dell’ individualità, di un appiattimento tecnologico senza scampo formattati, schematizzati,  caosizzati in preda al business...
Mi vien da pensare che grazie all’individualismo dell’artista anche il più asservito e contaminato, in mano a maghi preveggenti e fattivi come per.es. P.Restany, A. B. Oliva e altri attenti ai veri fermenti del mondo delle idee,questo nostro mondo potrebbe perfino salvare il suo “nucleo originale” e continuare a Percepire... 
Pto 6 -Rassegnarsi a lunghi periodi di disordine prima di nuovi ordini,conviene.  Sì.
 pto 7 Esprimere,creare con tutta la “disperazione” di cui parla Agostini  a mio parere è fondamentale per progredire.
Ancora una volta sono d’accordo sul dubbio ma serve nuotare, nuotare... spostarsi  come un universo in estensione....
  24 gennaio 2008 Gaby Ramsperger . Autrice.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Senza personalizzare,qualcuno ha detto che il pessimismo è una sorta di ottimismo deluso.<br />
Ma un realismo informato è di per sè propositivo ?<br />
E noi siamo nel vortice. Il mondo sente la corsa. Il placido Pianeta Azzurro che i primi astronauti hanno visto gridando allo splendore è in realtà un pullulare di voleri, un magnetico flusso di necessità di scambi, quasi mors tua fosse vita mea in assoluto. Mi sono convita di questo più che mai quando ho visto –La guerre du Feu-  J.J.Annaud ’81-  L’avete visto? Un film ricostruzione e metafora a mio parere intrigante e  a volte divertente che ci presenta i nostri gutturali e gestuali primordi  con i quali l’essere umano potrebbe aver iniziato tutto il suo conquistare.</p>
<p>Roberto Agostini considerando con garbo, competenza e ferma amarezza(ma con per fortuna qualche spiraglio) la situazione globale e globalizzante di oggi ci offre uno specchio. E questo è bene.<br />
Ma forse non è proprio così grave. Tutto questo nella natura umana c’è da sempre. Cercare l’altro. Conquistare. Fagocitane il meglio. Peggio,sottometterlo. Egoticamente, come un nucleo che per sua natura deve andare avanti, farsi largo tra gli ostacoli che trova. E gli ostacoli sono gli Altri, occupati nella stessa manovra. Sembra che l’inerzia in senso assoluto non esista. Forse qualche momentaneo equilibrio,stallo&#8230; ma poi, l’universo del quale siamo figli, insegna, anche se non ci ha ancora detto dove va.  Esistono però resistenze, sistemi frenanti,vecchie scorie che stentano a dissolversi o trasformarsi.<br />
Il caos, quella specie di trambusto sempre gravido conduce per forza a nuove forme, nuovi equilibri. Equilibri nei quali finché non omologati a me piace pensare che siamo equi-liberi.</p>
<p>Uno scultore cinese non potrà mai essere uguale ad uno africano come dice Agostini al pto 2<br />
Per quanto gli artisti si possano affidare a  messaggi unificati per farsi recepire subito da tutti, a mio parere il DNA  nelle loro opere è straevidente sempre. Non si può cancellarlo. E’ come se  consegnasse le chiavi del suo impero senza riserve. Sarà invece un inevitabile Dare e Avere. Ma senza appiattimenti. D’altra parte Picasso essendo un artista potentemente poliedrico guardò all’arte africana dove trovò chiavi nuove di cui servirsi producendo quello che conosciamo. Una contaminazione acclamata. Metabolizzata. Restituita con gli interessi. </p>
<p>Al contagio non ci si può opporre. Il contagio ha in sè sempre un seme produttivo e&#8230; selettivo. Si omologa solo per necessità. Se ne serve, preservando il nucleo che  a mio parere non è in pericolo, escluso forse per le forme deboli.<br />
Sono d’accordo invece sul fatto che molti artisti  oggi per differenziarsi e farsi largo al più presto si servano di forme scoccanti,il più lesive possibile di sè e della sensibilità dello spettatore. Così gli si stamperà prima nella memoria forse ?<br />
Ma l’artista è autonomo. Responsabile e sostanzialmente indipendente. Perfino se sostenuto con denaro come veniva fatto da grandi galleristi che hanno fatto la storia dell’arte recente,(due nomi, Ileana Sonnabend,Leo castelli&#8230;).</p>
<p>Dice Chris Ofili artista africano affermato,splendidamente moderno,- Mi piace l’attitudine di copia e incolla dell’hip hop. Spesso puoi sentire dove finisce un loop e ne inizia un’altro, una cosa che cerco di rendere evidente nelle mie opere,in modo da far vedere come sono state realizzate.-( Art Now-Tascen vol.2)<br />
E come non guardare con felicità sublime le Maquettes–sculture- di Isek Kingelez- Congo, che espone in tutto il globo. Il suo mondo giocoso e auspicabile (io ci vivrei eccome nei suoi progetti-quartiere), dice :-Le mie idee nascono in Africa.- (A.N.T.vol 1)<br />
O forse l’universale segue una sua logica (cosmica –terrestre),  e come dice Maurizio Cattelan :<br />
-Tutto ciò che segue un’opera,una volta completata,non ti appartiene. Non puoi controllare&#8230; &#8211; (A.N.T.vol.2)</p>
<p>Per la grafica il design, l’architettura, vige il SuperDio della comunicazione, la necessità di far comprendere il messaggio più rapidamente possibile, magari anche quelli subliminali, vivere sfruttando al meglio le offerte della tecnologia e del benessere. Un dovere dell’architetto. Anche se non sempre avviene visto certi arredi e costruzioni  progetti architettonici per le nostre città che fanno venire il mal di pancia e la depressione.<br />
  Sulla  creatività:  Non  mi pare destinata a sparire nel modulo- ma bisognerebbe servirsene accortamente.<br />
Il Modulo in sè  non mi suggerisce l’Imbrancamento  come sardine, acciughe che di colpo sanno voltare il branco di quì e di là facendo muro. Con la sua energia non è un barriera argentea e invalicabile, lo sembra. Un bel pesce solitario e diverso può tranquillamente spaventarle e andare oltre, molto oltre, mangiandosene pure qualcuna.<br />
Quale prezzo dovremo però pagare si chiede Agostini, e ha ragione a chiedercelo. Forse  non lo sappiamo ancora.</p>
<p>Può darsi che il mondo sappia sempre darsi delle svolte&#8230; può darsi che fra tremila anni gli storici parleranno del nostro medioevo con una certa tenerezza&#8230; mentre noi ci torturiamo all’idea di una fine dell’ individualità, di un appiattimento tecnologico senza scampo formattati, schematizzati,  caosizzati in preda al business&#8230;<br />
Mi vien da pensare che grazie all’individualismo dell’artista anche il più asservito e contaminato, in mano a maghi preveggenti e fattivi come per.es. P.Restany, A. B. Oliva e altri attenti ai veri fermenti del mondo delle idee,questo nostro mondo potrebbe perfino salvare il suo “nucleo originale” e continuare a Percepire&#8230;<br />
Pto 6 -Rassegnarsi a lunghi periodi di disordine prima di nuovi ordini,conviene.  Sì.<br />
 pto 7 Esprimere,creare con tutta la “disperazione” di cui parla Agostini  a mio parere è fondamentale per progredire.<br />
Ancora una volta sono d’accordo sul dubbio ma serve nuotare, nuotare&#8230; spostarsi  come un universo in estensione&#8230;.<br />
  24 gennaio 2008 Gaby Ramsperger . Autrice.</p>
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