7 May 2011



Elio Andriuoli è un poeta limpido e delicato, la cui voce si accinge a varcare con immutata freschezza i cinquant’anni di presenza nella nostra letteratura. Estraneo a ogni impostazione di scuola, e sempre fedele a una personale vocazione lirica, ha gemmato in ormai numerose raccolte l’intero arco di un’esistenza materiata di incontri umani e letterari, piccole meraviglie quotidiane, e, soprattutto, un grande amore che illumina di pace e serenità il cerchio dell’intimità domestica.
(Frammento della prefazione di Alessandro Fo)
9 April 2011

È uscito il CD Aspirina Metafisica di Augusto Forin

MENTRE LA VITA SCIVOLA LIQUIDA
di Viviane Ciampi
Augusto Forin fa parte degli autori-compositori-interpreti appartenenti al sorprendente terroir ligure e ci consegna un album, Aspirina Metafisica, dal retrogusto agrodolce e garbati nonsense, dandoci una lezione di sopravvivenza, di questi tempi, affatto trascurabile. Forin possiede, in musica e in parole, una originalità non sbandierata, non urlata, o dozzinale bensì discreta e sottile, grave e ironica. Più che dinanzi a un disco ci troviamo in un luogo di libertà. Gilles Deleuze sosteneva che entrare nel sogno di qualcuno appare la cosa più difficile da attuare. Eppure è proprio quello che tenta Forin: farci entrare nei suoi sogni, anche i più strampalati, e permetterci di viaggiare nel suo oriente del nord, luogo della grande avventura comune, dove tutto ha il sapore dell’effimero come le “sculture di mollica” i “numeri facili da giocare” e persino una Francia così vicina che sta “in fondo a un martedì”, telefoni che non squillano ma anche se non squillano non se ne farà un vero dramma. Si soffrirà, certo; ma alla maniera ligure, con disperazione contenuta. Qui, “il tempo che passa le cose le sposta” e null’altro sembra fare il tempo, il tempo indefinibile di proustiana memoria: ci fa progredire nella noia di amicizie e amori mordi e fuggi e ci spinge con dolcezza al capolinea. A proposito di capolinea non mancano gli autobus in questo album: “sto aspettando ormai da un’ora su questa pensilina un autobus che non arriva” (brano tratto da una poesia del poeta- cabarettista genovese, Massimo Gaviglio, noto anch’egli per i suoi monologhi teneri e surreali. “Quando scendi da un autobus pensami” dice ancora Forin a una ragazza, in una canzone che parrebbe d’amore ma interpretabile anche come denunzia dei rapporti superficiali e frettolosi. Ma lui non si perde d’animo. Tuttavia dà spesso l’idea di trovarsi solo di fronte al mondo che racconta e osserva, negli inquieti luoghi di passaggio che popolano il suo dire, il suo cantare (semafori, treni notturni, strade intrise di pioggia, passaggi pedonali) nella speranza che qualcosa (ma cosa?) potrebbe cambiare. Notiamo anche un autobus fabbricato (solo nel testo) dalla sempre riconoscibile e graffiante penna dell’autore-compositore-interprete Max Manfredi (che si diverte un mondo a far capolino anche con la voce negli album degli amici talentuosi) capace di passare dal tono eroico al quotidiano, vincitore del Premio Tenco 2010: “[…] quello (l’autobus) parte per quartieri fuori mano / scodinzolando sulla rotta di Magellano / tu te ne accorgi che sei sempre più lontano al capolinea”. Le musiche sono un piacevole connubio di jazz, pop melodico e ritmi latini. E tutto finisce come doveva finire, alla maniera del Gaber di “quasi quasi mi faccio uno shampoo”, ovvero nell’effimero, nell’attesa di non si sa bene cosa, nell’opacità, ma nell’ opacità non proprio sgomenta: prende forma nel fumo di una sigaretta che sta finendo, come stanno finendo le illusioni, come finirà il trambusto esistenziale; ma si sa, pare dirci Augusto Forin con la salvifica ironia che gli è congeniale, meglio far finta di non crederci. Lunga vita, dunque a questa Aspirina metafisica (titolo che nasce da un verso di Jodorosky) che potrebbe, non dico guarire dai mali esistenziali, ma farci star meglio, abbassare la febbre dovuta al difficile vivere qui e ora.
L’album è stato realizzato da:
Augusto Forin, Pino Parello, Roberto Logli,
Paolo De Gregorio, Marica Pellegrini, Marco Fadda,
Francesca Rapetti, Elena Cimarosti, Paolo Cogorno, Luca Cimadomo, Max Manfredi
È stato registrato e mixato presso gli studi Maccaja di Genova
da Alessandro Caforio e Paolo Cogorno
Assistente alla regia Gabriele Tiezzi
Produzione artistica Augusto Forin e Paolo Cogorno
Testi e musica di Augusto Forin, arrangiamenti di Roberto Logli
Un grazie alla SOMS di Sussisa per le riprese d’ambiente
Fotografia di Patrizia Biaghetti
Realizzazione ilpigiamadelgatto
www.aspirinametafisica.com
www.augusto.forin.name
28 September 2010


“Perché ho scelto il mezzo di creazione e rappresentazione digitale? Fino agli inizi del 2000 ho usato i mezzi tradizionali: acrilici e olio, servendomi di cavalletto, tela, tavolozza e colori, ma quando il software del computer ha raggiunto il grado di perfezione che prima non aveva, ho iniziato ad usare il mezzo digitale. Ne sono rimasto subito affascinato e ho continuato ad usarlo. Non occorrono cavalletto, colori, tele, o studi immensi. Con il digitale occorre solo una stanza, con una stazione grafica. La fatica fisica si è ridotta al minimo. Pensate di dover dipingere un quadro di quattro-cinque metri quadrati su scomode impalcature. Con il computer si può realizzare un quadro di qualsiasi dimensione, dipingendo con pennello virtuale sul monitor, per poi stamparlo su tela. I programmi software più diffusi offrono migliaia di pennelli virtuali di ogni tipo (matite, pennelli, spatole, aerografi, spugne ecc.) in due e tre dimensioni. I colori sono milioni. Si possono ottenere tutti i tipi di effetti desiderati (texture, renderizzazioni, tipi di tele, ecc.). Fate il confronto con il dover mescolare manualmente ogni colore. Prima della stesura definitiva dell’opera, il pittore digitale può realizzare decine di bozzetti salvandoli tutti nella memoria del computer, per poi effettuare i ritocchi finali su quello prescelto. Per contro pensate, ad esempio, ai pittori che devono fare decine di bozzetti, per poi utilizzarne uno solo. Recentemente, di fronte alla diffusione esponenziale dei pittori digitali, quelli tradizionali hanno incrementato la tecnica di rendere tridimensionale la tela, quasi fosse un “bassorilievo”; le rappresentazioni sono le più varie: estroflessioni, aggiunta sulla tela di oggetti diversi, quali ferro, stoffa, e materiali vari). Effettivamente, la pittura al computer non consente questo; tuttavia nulla vieta al pittore digitale di operare manualmente queste aggiunte, dopo aver realizzato al computer e stampato su tela il proprio lavoro. Purtroppo la pittura digitale, trova ancora molti detrattori: l’accusa più frequente è che i quadri “a farli è il computer”. Niente di più falso: Il computer rende il lavoro più veloce, riduce moltissimo la fatica fisica, ti aiuta a stendere il colore omogeneo in pochi secondi su vaste superfici, ti aiuta molto nei ripensamenti, ma non può assolutamente aiutarti nella creatività dell’opera, che risiede esclusivamente nella mente e nello spirito. A coloro che si schierano, con intransigenza contro Photoshop rispondo che Photoshop è un modo di vedere il mondo; quasi ogni persona può, infatti, scattare una fotografia mentre solo alcune persone hanno la capacità di “modellare una fotografia”. Mi piace definire tutto ciò con una semplice parola: creatività! Gli artisti possono colorare il cielo di rosso perché essi sanno benissimo che è blu… al contrario, i non artisti si vedono costretti a colorare le cose come sono veramente per paura che la gente possa pensare che sono stupidi”.

Altre opere di Ronald Menti si possono vedere su:
http://www.flickr.com/people/ronald_menti/




Frontignan - étang d’Ingril
foto di Laurent Delemotte
Le acque magnetiche (racconto)
Vi è un gesto non privo di conseguenze – una bravata – che molti di noi avranno sperimentato da bambini: consiste nel tirare un sasso in direzione di una finestra. Di solito le schegge di vetro cadono a terra in mille frammenti, ma può succedere, cambiando il punto d’impatto, che – pur scheggiato – il vetro rimanga miracolosamente al suo posto ancorato alla finestra. Ma da dove ci arriva l’istinto di tirare la pietra? Forse è inutile che si sappia? Di queste incertezze è composto il destino umano: istanti di felicità, tremori, bruschi risvegli di dolore. Più in là nel tempo, si cammina, si canta, si ama, si spera, si trova l’equilibrio anche attraverso gli inevitabili ma salutari inciampi. E nell’inciampare sul sentiero, non viene meno quella curiosa tendenza a controllare di che pietra si è stati vittima. Tuttavia, sulla strada, magari a stemperare il sentimento di “finitudine”, si potrebbe incontrare la meraviglia: un volto smarrito nel paesaggio, una moltiplicazione di lingue, una parola vera sulla superficie di vivere. (Nota di Viviane Ciampi)
Frammento di Inciampi (poesie)
Viviane Ciampi, francese d’origine toscana, è nata a Lione ma da tempo vive a Genova dove lavora, traduce e si traduce. Ha ricevuto premi in vari concorsi di poesia, prosa e favole in Italia e, a Dublino, il Premio degli Editori conferitole dall’Istituto Italiano di Cultura.È presente in antologie e riviste nazionali ed estere. Collabora come traduttrice e interprete al Festival Internazionale di Poesia di Genova e Alliance Française della stessa città. Nel 2008 ha tradotto dall’italiano al francese un’antologia di poesie di Alda Merini per la rivista annualeInuits dans la Jungle(Ed. Castor Astral). È redattrice della rivista multiculturale Icaro, e delle riviste on line Fili d’aquilone www.filidaquilone.it e Progettogeum www.progettogeum.org
27 September 2010



Edinei Montingelli è nato nel 1948 a Campinas, São Paulo, in Brasile. Laurea in Comunicazione Visiva presso la Scuola di Arti Visive, Fundação Armando Alvares Penteado a San Paolo. Ha lavorato come Art Director in Agenzie pubblicitarie e Studios creativi. Attualmente lavora presso il proprio studio a São Paulo. Si occupa di Promotional Marketing e Comunicazione. Alcune sue opere sono esposte in diverse Gallerie, come la galleria Bluecanvas. Il sito dove si possono ammirare le sue opere è Flickr

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16 April 2010


Stefano Di Lorito è nato a Genova il 31 Dicembre 1963. Da più di 20 anni si occupa di illustrazione, grafica e pittura, attività che porta avanti parallelamente al suo impegno letterario, soprattutto nel campo della poesia. Come pittore ha partecipato a molte esposizioni, personali e collettive. Le sue opere sono presenti in collezioni private in Italia, Francia, Inghilterra e Spagna. Il percorso pittorico dell’artista si sviluppa attraverso differenti formalismi, che vanno dalla figurazione all’astrattismo, riconoscibili in distinti filoni, ognuno dei quali contiene precise riflessioni sulla vita, sulla società, sulla cultura e sull’arte stessa. Egli stesso definisce il suo approccio all’arte come “trans-metafisico”. La tecnica preferita da Stefano Di Lorito è l’olio su tela, anche se non disdegna le sperimentazioni con materiali differenti.

Stefano Di Lorito. critiche


Maria Grazia Lunghi vive ed opera nella sua città, Roma. Inizia la sua attività negli anni ’70. Nel 1974 entra a far parte dell’Associazione culturale “Magazzini Generali”, attiva su un ampio spettro di arti e culture, nel tentativo di portare l’arte in strada, viva e vivace come nella Parigi di fine ’800. Tentando, con questo, una strada diversa rispetto alle logiche più aberranti del mercato, lontana dai circuiti ufficiali canonizzati. Da qui le prime mostre nei bar, nelle piazze, ma anche un continuo incontro e confronto di idee, di esperienze, di progetti per un diverso modo di fare e proporre arte. L’esigenza di comunicazione diretta, non mediata da percorsi obbligati, si riflette nella sua esperienza pittorica che, fin da allora, offre a chi osserva la possibilità di ripercorrere con immediatezza la sua avventura interiore: una tendenza all’espressione confidenziale dei propri stati emotivi, che si trasmette dapprima attraverso immagini forti, incisive, crude. Immagini di cose,oggetti, elementi comunque riconoscibili anche se inseriti in un contesto ambiguo, evanescente, costellato di piccole macchie incongrue, di sottile inquietudine.

“Ricordi del Maghreb”
Biografia di Maria Grazia Lunghi



Ada Torrente è nata nel 1984 a Pietrasanta. Si diploma in pittura nel 2007, presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Seppur giovanissima ha già partecipato a diverse mostre: 2004, IN FIERI Accademia di Belle Arti – Carrara; 2007, PER CASO collettiva Caffé Kandinskji – Carrara; 2007, MITHOPOIESIS collettiva Salone Germinal – Carrara; 2008, CRACK collettiva – Roma; 2009, ARTE DONNA collettiva – Livorno; 2009, CRACK collettiva- Roma; 2010, CRISI collettiva Associazione Soqquadro e Vista arte – Roma.

Santo Paolo Guccione è nato a Grammichele (CT) dove vive e lavora. Dal 1970 al 1975 ha diretto il Centro d’Arte “Nuovo Sud” di Caltagirone. Suo Maestro fu il Prof. Michele Gulle (scultore). Ha studiato presso l’Istituto Regionale d’Arte “Raffaele Libertini” di Grammichele, dove ha insegnato dal 1967 al 1996, Arte Applicata per l’Arredamento.

Ilio Persis 1- 46x39x80 (1.000 x 1.333)
Biobibliografia di Santo Paolo Guccione

Gian Carlo Pardini è nato a Carrara il 20 Marzo 1961. Dal 1985, dopo aver ottenuto il diploma di dizione presso l’Accademia dei Filodrammatici di Milano, inizia a dedicarsi al teatro sia in veste di attore, aiuto regista che autore dei testi rappresentanti (Compagnia Teatro Brillante). Le sue commedie colme di equivoci, colpi di scena, intrecci intelligenti e divertenti hanno appassionato molte compagnie amatoriali italiane che dal 1997 le stanno rappresentando con notevole successo.
Alcuni titoli del suo repertorio: Assassinate la zitella, Portami il vampiro, Purga e cioccolato, Una cascata di sorelle – (per ulteriori informazioni cliccare i titoli su Internet) - (autore teatrale pos. siae n. 9016013100). Ha partecipato a due premi Solinas (racconti per il cinema e sceneggiatura). Nel 2009 ha sceneggiato interpretato e diretto il corto cinematografico “Passione di Marmo” in concorso al “David di Donatello 2010” e al “Filmcaravan Imperia short film festival”.
Decontestualizzazione e trasformazione, una delle chiavi di lettura delle opere pittoriche di Gian Carlo Pardini. Un gioco sottile che diverte e incuriosisce l’osservatore che deve individuare quali e come i capi intimi vengono inseriti nell’opera diventando ciò che il pensiero dell’artista vuole. Un gioco che diventa provocazione, uno strumento adatto a favorire il dialogo. (Nota di Loredana Trestin)
L’artista sarà presente all’inaugurazione della sua mostra personale il 19 giugno 2010 nella galleria Immagine e Colore di Vico del Fieno 21r a Genova.
