17 September 2009


«Sempre, lo Stato si scagiona in nome del Bene pubblico, della violenza ch’esso esercita. E naturalmente, rappresenta codesta violenza come la garanzia stessa di quel Bene, mentre non è nient’altro che la garanzia del suo potere. La realtà di cui si parla resta di solito mascherata dall’obbligo di assicurare la protezione delle persone e delle proprietà, vale a dire della loro sicurezza. Finché questa apparenza è rispettata, a ciascuno tutto appare normale e conforme all’ordine sociale. La situazione mostra la sua vera natura soltanto a partire da un eccesso di protezione che rivela un eccesso di presenza poliziesca. Da allora, ognuno comincia a percepire una violenza latente, che finge di essere un servizio pubblico soltanto per assoggettare i suoi utenti.
Quando le cose arrivano a tal punto, lo Stato deve ovviamente inventare nuovi pericoli per giustificare lo spiegamento forsennato della sua polizia: il pericolo più idoneo oggi per servire da scusa è il terrorismo».
« Toujours, l’État s’innocente au nom du Bien public de la violence qu’il exerce. Et naturellement, il représente cette violence comme la garantie même de ce Bien, alors qu’elle n’est rien d’autre que la garantie de son pouvoir. Cette réalité demeure masquée d’ordinaire par l’obligation d’assurer la protection des personnes et des propriétés, c’est-à-dire leur sécurité. Tant que cette apparence est respectée, tout paraît à chacun normal et conforme à l’ordre social. La situation ne montre sa vraie nature qu’à partir d’un excès de protection qui révèle un excès de présence policière. Dès lors, chacun commence à percevoir une violence latente, qui ne simule d’être un service public que pour asservir ses usagers. Quand les choses en sont là, l’État doit bien sûr inventer de nouveaux dangers pour justifier le renforcement exagéré de sa police : le danger le plus apte aujourd’hui à servir d’excuse est le terrorisme ».
Prontuario di umiliazione
Précis d’humiliation
8 September 2009


Nato il 31 marzo 1976, in Francia, Pascal Truchet si è laureato in lettere moderne a Lione, sua città di nascita, con tesi sull’opera di Louis-René des Forêts e la scrittura frammentaria. Attualmente insegna lettere nella regione della Franche Comté, a Vesoul. Molte le letture pubbliche su autori come Claude Simon, Pablo Neruda, Federico Garcia Lorca e Walt Whitman. Viaggia e scopre New York, il Quebec, la Romania, La Pologna, l’Ungheria, l’Egitto, l’Italia, la Spagna, l’Irlanda… viaggi che si rivelano nutrimento per la sua prima pubblicazione: un lungo e denso racconto poetico intitolato De Terres et d’Ecumes di cui riportiamo alcuni stralci in versione bilingue, in attesa del suo quasi ultimato prossimo romanzo.
Né le 31 mars 1976, Pascal Truchet fait ses études de lettres modernes à Lyon, sa ville natale. Il y fait des lectures publiques autour de l’oeuvre de Claude Simon, Pablo Neruda, Federico Garcia Lorca et Walt Whitman. Il travaille sur l’oeuvre de Louis-René des Forêts et l’écriture fragmentaire. Il voyage et découvre New York, le Québec, la Roumanie , la Pologne , la Hongrie , l’Egypte, l’Italie, l’Espagne, l’Irlande… voyages qui nourrissent sa première publication, laquelle est un récit poétique intitulé De Terres et d’Ecumes. Il enseigne désormais les lettres en Franche Comté, à Vesoul.
De Terres et d’Ecumes
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Progetto didattico in una scuola francese: IL PALLONE E LA PAROLA
Come riconciliare con la letteratura una classe di giovani studenti per i quali la lettura ha il sapore di una sfida e la scrittura diventa un salto col paracadute (senza paracadute!)?
L’idea di due professori del Lycée Edouard Belin era di portarli sul terreno della parola scritta attraverso la loro passione: il calcio. La pubblicazione del libro intitolato “Le Cercle des footeux disparus” è frutto di un esperimento didattico di scrittura creativa abbinata al calcio, al “foot”, appunto; esperimento di cui si parla molto in questi giorni in Francia. Il progetto di Pascal Truchet ed Emmanuel Daguet ha permesso a questi giovani di ritrovare la stima di se stessi, il gusto della parola e persino la possibilità d’incontrare il pubblico alla maniera degli scrittori professionisti. Così, è stato tracciato un sentiero sul quale avanzare in compagnia del linguaggio. Non sarebbe, questo sentiero, da imboccare anche per le scuole italiane? A buon intenditore…
Comment réconcilier avec la littérature une classe de jeunes lycéens pour qui la lecture relève du défi et l’écriture du saut en parachute (sans parachute!)? En les amenant sur le terrain de la parole écrite par le biais de leur passion: le football. La publication du livre intitulé “Le Cercle des footeux disparus” leur aura permis de retrouver l’estime de soi, le goût des mots et la rencontre avec un public. En somme, nous avons tracé un chemin sur lequel ils s’avancent… en compagnie du langage.
27 August 2009

foto di Ascoli Pelos

A Peagna, un paesino del ponente ligure, frazione del comune di Ceriale, si svolge ogni anno la Rassegna “Libri di Liguria”, giunta alla sua ventottesima edizione. La manifestazione è a cura del prof. Francesco Gallea, soprannominato “il Bernard Pivot della Liguria”. Non a caso, del resto, perché vi sono molte similitudini con il noto giornalista francese che riusciva a fare un grande ascolto sull’emittente Antenne 2, fingendo, con ironia e intelligenza, di non sapere nulla sull’argomento che stava trattando per mettere gli autori a proprio agio. Gallea (che in realtà svolge la sua attività in tutto il ponente ligure) riesce sempre a sorprendere e ad avvincere i numerosi spettatori anche su argomenti solo in apparenza marginali come “il restauro degli antichi mulini ad acqua”, “conoscere le varietà della patata”, “le mulattiere”, “le erbe aromatiche di Liguria” o “che fare con i dialetti?”. Il segreto del successo della rassegna, ci pare di poter dire, è quello di riuscire a scovare i vari personaggi dei luoghi, profondi conoscitori del territorio, che spesso hanno dedicato la loro vita all’argomento di cui si sta trattando e lo espongono con riflessioni appassionate. Talvolta ci svelano luoghi e cose di ciò che ineluttabilmente è stato. Eppure questo ci riporta al presente, al suo stesso affannoso farsi. (Nota di Viviane Ciampi)
Dal quotidiano La Repubblica del 31 agosto 2001:
Il prof. Francesco Gallea, cittadino di Ceriale, ma in realtà appassionato insegnante e letterato “ponentino” è lettore indefesso di tutto ciò che abbia un minimo di attinenza con la Liguria, ma anche con la maggioranza delle nuove proposte editoriali italiane, Gallea è l’anima di iniziative culturali, presentazioni sagaci, animazione di premi letterari e, in generale, di tutto ciò che riesce ad attrarre interesse per la letteratura.



Recensione libro ”Boissano“
Recensione libro ”Balestrino”
Recensione libro “Garlenda Casanova e la Val Lerrone“
26 August 2009



Lorenzo Beccati vive ad Alassio e lavora a Milano. È autore di diversi programmi televisivi di successo. Ha pubblicato per Kowalski i romanzi Il barbiere di Maciste (2002) Il santo che annusava i treni (2005) e Il Guaritore di maiali (2007), tradotto in Germania, è il suo fortunatissimo esordio nel thriller storico, seguito nel 2008 da Il Mistero degli Incurabili.
L’uccisore di seta
25 August 2009

El gran cuadro del siglo XX - Olio su tela cm. 195 x 130 di S.M. Félex, su bozzetto di Fernando Arrabal -
da sinistra (cliccare sulla foto per ingrandirla):
Dalì, Ionesco, Nabokov, René Thom, Kafka, Beckett, Arrabal (sopra Topor), Mishima, Kundera, Wittgenstein, Duchamp, Borges, Picasso.
In principio era un bambino geniale. Ma i bambini geniali, si sa, sono irritanti. A volte, persino per le madri che li hanno partoriti. Poi crescono e taluni possono irritare anche i dittatori. Se questa fosse una favola potrebbe assomigliare alla prima parte della vita di Fernando Arrabal, intellettuale processato e imprigionato dal dittatore spagnolo, il generale Franco, per blasfemia e antipatriottismo. Forse la sua avventura terrestre sarebbe terminata in quella prigione se non fosse stato Samuel Beckett a tirarlo fuori con una lettera indirizzata al “generalissimo”, che più o meno suonava così: “Gli scrittori soffrono già abbastanza della sofferenza di scrivere. Vanno lasciati in pace!”. Arrabal, nato a Melilla nel Marocco spagnolo, scrittore, regista e poeta “scandaloso” vive a Parigi dal ‘55. È fondatore nel ‘62, con Topor e Jodorowski del “Movimento del teatro Panico” (teatro che per definizione non andrebbe definito, comunque, più rito che teatro, vicino all’assurdo, al surrealismo e alle sue metamorfosi e benedetto dal dio Pan). (Nota di Viviane Ciampi)
Intervista a Fernando Arrabal
8 July 2009



Daniela Grifoni opera in chiave informale, pur conservando tracce di un passato figurativo, appare sempre più all’artista novarese che vuole raccontare e raccontarsi, l’unica alternativa credibile e non pretestuosa del fare arte nel nostro tempo, attivando una propria modalità poetica le cui radici affondano nella lezione di una figurazione classica moderna. Un Dna familiare, essendo figlia d’arte e allieva del noto prof. Osvaldo Provvidone, maestro di arte contemporanea [...] (Frammento nota di Alfredo Pasolino)
L’emozione informale
http://www.grifonidaniela.it/Principale.htm
http://www.immaginecolore.com/
30 June 2009


Dopo studi di matematica e musicologia, Patrick Dubost ha pubblicato in poesia una quindicina di libri (in Francia, in Grecia, in Quebec) e due CD, di cui alcuni con lo pseudonimo di Armand le poète, libri che – molto spesso – sono difficili da classificare come poesia o teatro. Dubost pratica, infatti, una poesia che si avvale della pagina scritta (libri d’artista, libri-oggetto, testi-mobili) ma che emerge per mezzo della voce: demoltiplicata, miscelata, in campionatura di lingua, performata, in bocca, in corpo, in gesti, in azioni. L’insieme costituisce una sorta di recital di parole, una combinazione tra arguzia, ricerca metafisica e tenero sguardo sul mondo.
Extrait de la lecture / performance du 11 décembre 2007,
au Coeur des Sciences de l’UQAM, Montréal,
avec la complicité de Vincent Dionne
(film réalisé par Gaëtan Dostie)
http://patrick.dubost.free.fr/videos_performances/perdus_sous_l_orage.html (video-lettura)
L’archeologo del futuro (poesia)
28 June 2009


Un libro costruito come un puzzle, dove il protagonista Fabrizio Notte (detto anche Brizio), un Quebecchese figlio d’Italiani, produttore cinematografico indipendente, si volatilizza nel nulla. Siamo in pieno “En attendant Godot”, già dalla prima pagina. Chi è esattamente Fabrizio Notte? Il lettore entra nella vita misteriosa del protagonista, ne segue le tracce incerte e confuse attraverso il racconto delle venticinque donne che lo hanno conosciuto, amato e qualche volta odiato: le varie mogli, amanti, amiche ecc. come nel film di Kurosawa, narrano ciascuna la propria verità: era via via generoso, sincero, bugiardo, tenero, violento, innamorato, sciupafemmine, colto, avventuriero da quattro soldi, uomo ideale per la vita o per una notte… Una densa e suggestiva intelaiatura del romanzo fa assomigliare questo libro (quasi un giallo) a una serie di sceneggiature cinematografiche. Non a caso Antonio d’Alfonso è anche uomo di cinema molto conosciuto in Quebec e l’aver “messo in scena” un personaggio come Fabrizio Notte lascia intravedere, sì talento letterario ma anche una tecnica composta su più tastiere. Il maggior pregio di queste pagine risiede nel fatto che un uomo possa entrare profondamente nella psiche femminile, con un’empatia fuori dal comune. Una delle donne qui citate racconta: “Ascolti, mi tenga al corrente per Fabrice, se lo ritrova. Non deve essere molto lontano. Per lui, sparire è un’arte. Non sarei sorpresa che riapparisse con un abito di Arlecchino”. (Nota di Viviane Ciampi)

Biobibliografia

I membri della nascente Internazionale Situazionista (1957)
(fotografia di Ralph Rumney)
Da sinistra:
Pinot Gallizio, Simondo, Elena Verrone, Michèle Bernstein, Guy Debord, Jorn, Walter Olmo
Sandro Ricaldone è nato nel 1951 a Genova, dove vive e lavora. Studioso delle avanguardie della seconda metà del XX Secolo, negli anni 80 ha curato la pubblicazione di “Ocra”, una rivista dedicata a questo soggetto, dove ha ospitato, fra gli altri, testi di Isidore Isou, Joseph Noiret, Pol Bury, Christian Dotremont, Jacques Doucet, Enrico Baj, Michèle Bernstein, Jean-Paul Curtay e interviste a Maurice Wyckaert, Piero Simondo, Piergiorgio Gallizio. Collaboratore di riviste e quotidiani (fra cui Il Secolo XIX di Genova), ha creato numerosi siti web, fra cui Quatorze (http://www.quatorze.org), sul tema delle avanguardie del secondo 900.
Il saggio Una situazione provvisoria (Cosio 1957) è stato pubblicato dall’editore liberodiscrivere come allegato, in forma gratuita, al periodico Arte e cultura Icaro, dicembre 2007, n° 5.
frammento di Una situazione provvisoria
26 June 2009


Il volume - curato da Alessio Brandolini traduzione dallo spagnolo con Verónica Becerril - è risultato vincitore del Premio Letterario Camaiore 2008 – sezione II Premio Internazionale.
[...] Jorge Boccanera esordisce in poesia a ventun’anni con la raccolta Los espantájaros suicidas(Gli spaventapasseri suicidi, 1973), seguita da Noticias de una mujer cualquiera (Notizie di una donna qualsiasi 1976) e Contraseña (Parola d’ordine, 1976) con il quale vince il prestigioso “Premio Casa de las Américas”. Ma già nel 1972, con altri giovani scrittori argentini (alcuni, poi, “desparecidos”), aveva fondato il gruppo poetico “El ladrillo” (“Il mattone”), nome che rimanda al desiderio di sperimentare a livello formale e in qualche modo inserire il lavoro letterario nella costruzione di un’Argentina democratica. (nota di Alessio Brandolini)
Introduzione a Sordomuta