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Premessa di Marco Dotti e recensione di Marco Belpoliti

 

Testo di quarta di copertina di Anime strane, di Marco Ercolani.


I brevi testi raccolti in Anime strane sono cronache reali di «matti» che ho curato in prima persona o conosciuto indirettamente da documentazioni cliniche, fra il 1982 e il 2005, durante il mio lavoro psichiatrico nella struttura pubblica di una zona periferica di Genova. Lucetta Frisa ha lavorato alla stesura e revisione generale dei testi e aggiunto altre storie reali da lei osservate personalmente. La regia «a due» è la stesura finale del libro.

Se questi racconti appariranno al lettore come «narrazioni fantastiche», sarà vero ciò che penso da sempre: che il «fantastico» scaturisce da una realtà così inafferrabile e complessa da sfuggire a qualsiasi regola voglia definirla.  Anime strane espone vite di individui che non avrebbero mai narrato da soli la loro storia. E, come scrive Oliver Sacks: «una vita umana non è una vita fino a quando non è esaminata; fino a quando non è veramente ricordata e assimilata; e questo ricordo non è qualcosa di passivo ma di attivo, ovvero la costruzione attiva e creativa della vita di un individuo, la scoperta e la narrazione della vera vita di un individuo.»

Il mio pudore nel rendere pubbliche storie eccentriche e inclassificabili che ho raccontato talvolta solo a me stesso, è stato superato dal timore che, in assenza di un narratore sarebbero sprofondate nell’oltraggio del silenzio. Questo libro è l’illusione che quel silenzio sia meno definitivo.

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