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“Se Giulio Bollati non avesse letto la lettera in cui gli illustravo il mio primo romanzo Il male addosso e incuriosito non mi avesse chiesto di leggere il manoscritto, tutta la fortuna editoriale che ne è seguita non avrebbe potuto compiersi. A lui devo il mio inizio, a lui il battesimo della mia prima pubblicazione di cui volle curare tutto, anche la copertina. Il giorno in cui ci conoscemmo mi disse che ero una vera scrittrice e al mio imbarazzato stupore con autorevolezza mi ricordò che sapeva bene quel che affermava, aveva lavorato con Pavese, Calvino, Pasolini. E quando il romanzo ebbe successo non fu sorpreso ma soddisfatto e orgoglioso, non sapevamo che sarebbe stato l’ultimo libro su cui personalmente lavorò. Morì poco dopo lasciandomi in eredità punti fermi dei nostri intensi colloqui: ed è da qui che è iniziato il mio cammino nella scrittura”.

Il male addosso e All’ombra dei girasoli

biobibliografia

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