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Alain Robinet

Foto di Alain Robinet

 

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LE PAROLE DENTRO IL SEGNO

La pittura del poeta-artista Alain Robinet

Alain Robinet, poeta, artista francese è posseduto sia dalla scrittura (della poesia) sia dall’arte pittorica e non si può dire quali di queste due arti abbia la precedenza. Autore di una poesia con una oralità e giochi di parola irresistibili dice di sé: “nacqui civilmente nel 1948, poi nacqui alla letteratura con Rabelais per reinventare la lingua, poi nacqui alla pittura grazie a Pollock”.
Attraverso il medium della pittura egli trasporta la scrittura sul quadro in modo che “il guardante” si renda partecipe di una messa in scena creata dall’artista dove due arti sconfinano in dualismi e contrasti senza che l’una (la letteratura) rinunci all’altra (la pittura) ma non si riduce a questa “originalità” – anche se il nodo tra i due registri è molto stretto. Il pregio del lavoro di Alain Robinet, la gamma della sua vocazione assumono simbolo di totalità: vi si avverte un senso di controllo passando dalla riduzione della realtà oggettiva fino ad arrivare a elementi semplici di geometria con un linguaggio che penetra quella stessa realtà attraverso le sembianze della ragione. Ci troviamo di fronte a collage, stoffe stropicciate, grafie graffiate, strappi e tagli, nodi e faglie, colle e scaglie. L’universo del pittore francese pare contenuto in tutto questo: nel mostrare le parole che si muovono ma possono giungere all’immobilità nell’occhio e la coscienza di chi vuol vedere, comprendere. Perché le parole faticano, si fendono, s’infrangono. Resta il segno, quasi lasciato sulla carta o sulla stoffa come l’ultimo lamento.
Vi è in tutta l’opera pittorica del poeta-artista (definito “poeta delle liste”) un gran rifiuto, una rotta di collisione con questa civiltà sentita come incompatibile e alienante tanto da imporre allo stesso un totale rifiuto e una condanna inappellabile e totale della stessa. Egli non si definisce un professionista della pittura essendo “caduto in essa” come si dice “fall in love” come un “tomber amoureux” passando dalla scrittura con un disarmante percorso. Egli spiega in una intervista di “lavorare il colore” per non dover ammettere che dipinge. Confessa che “fa dei dipinti” per evitare la parola “quadro”. Quel che importa è, in fondo, circoscrivere l’idea di “creazione”, capire il punto di partenza, cogliere il midollo, la nascita, il perché del linguaggio artistico.
Segni, gribouillis, diventano così espressione palese di una realtà interiore. I segni sono ritmicamente scanditi, come alla ricerca di uno spazio pluridimensionale.
Si riscontra in questo artista una versatilità che cela molte fonti d’ispirazione, una realtà spesso ispirata alla vita quotidiana ma reinterpretata attraverso l’infinita curiosità di un “minatore” che non finisce mai di scavare, di sperimentare, di porre domande.

Viviane Ciampi

Alain Robinet, poeta, performer, pittore, critico d’arte è nato nel 1948. Vive scrive e dipinge a Sète. Dal 1976 la sua intensa ed eclettica attività poetica lo ha portato a comparire in centinaia di riviste e a pubblicare volumi di poesie, testi elettroacustici, video poemi, ad organizzare incontri di poesia. Partecipa a mostre ed esposizioni nazionali e internazionali.

Alain Robinet copertina

alain robinet seconda copertina

 

Expo de Glyphes & de Chromes
dall’ 8 al 24 novembre 2014
Gallerie OpenSpace
8, rue Garenne – Sète
Tel. 06 42 75 01 26

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