Alessio Brandolini Da un altro pianeta – Desde otro planeta

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copertina Desde otro planeta (2)

Desde otro planeta (Da un altro pianeta) è un’antologia bilingue uscita in Costa Rica nell’ottobre 2014 (Edizioni Casa de Poesía) in cui sono stati selezionati testi da libri pubblicati da Alessio Brandolini dal 2004 al 2014, ovvero da Poesie della terra fino all’ultimo lavoro Nello sguardo del lupo. La traduzione delle poesie sono di Martha Canfield.

 

TRE POESIE da DESDE OTRO PLANETA

(Costa Rica, 2014)

Il campo incolto

Non è il caso di riferire sussurri: l’attimo

modifica l’infanzia? un picco invalicabile

scavo e m’imbatto nella talpa, fuggo da chi

non c’era o faceva finta. Per amici zanzare

farfalle, un cane. Il passato è la parte celata

della luna, lo scenario è questo e se voglio

che i sogni siano reali devo essere

in viaggio non l’altro rinchiuso nel bunker.

Appeso al ciliegio per irrobustire i muscoli

osservo il corteo delle formiche e dei ragni

che tessono senza fretta i loro felpati giorni.

Figli mordono padri che non sanno giocare

oggi è Natale poi verrà Pasqua nessuno frenò

le mani oscene. Non riuscivo a stare zitto

ora ascolto le foglie, ho fatto bene a non sparire

ho terra incolta da esplorare, papaveri esplodono

lungo il percorso. Il passato è un luogo d’alberi

impiccati, d’un vento senza strade. Solo il buio

sprona alla vita, piega le ossa in caverne di luce.

Quello che ho fatto non lo ritrovo e il sole

si spalma all’indietro. Nel campo ho capito

delle cose o è l’erba incolta ad avermi compreso?

El terreno baldío

No es oportuno contar susurros: el instante

¿modifica la infancia? un pico impracticable

excavo y doy con un topo, huyo de quien

no estaba o fingía no estar. Como amigos los mosquitos

mariposas, un perro. El pasado es la parte oculta

de la luna, el escenario es éste y si quiero

que los sueños se realicen tengo que estar

de viaje no el otro encerrado en un bunker.

Colgado del cerezo para robustecer los músculos

observo el cortejo de las hormigas y de las arañas

que tejen sin prisa sus días sigilosos.

Hijos muerden padres que no saben jugar

hoy es Navidad luego será Pascua nadie frenó

las obscenas manos. No pude estar callado

ahora escucho las hojas, hice bien en no desaparecer

tengo el terreno baldío para explorar, amapolas estallando

en el camino. El pasado es un lugar de árboles

ahorcados, de viento sin calles. Sólo la oscuridad

incita a la vida, dobla los huesos en cavernas de luz.

Lo que hice no lo vuelvo a encontrar y el sol

se embadurna hacia atrás. En el campo comprendí varias

cosas ¿o es la hierba salvaje quien me ha comprendido?

Piccola sinfonia per cani

Staremo attenti a non mostrare i canini, il blu

placato tra le braccia, il silenzio trabocca, tira

la coda al lupo che prende coraggio, solleva

il collo e l’ululato avanza nell’aria del mattino.

Stella che scruti con un occhio soltanto invita

l’angelo a sollevarsi dalle spine! ne sapeva più

di noi il gatto stando al sole. Non addestrati

senza rispetto per l’udito altrui: padri maestri

amici, ce la fischiamo da soli variando il ritmo

e l’insonne sinfonia innalza città in miniatura.

Ho bruciato rami erba secca le scarpe dai tacchi

consumati che non sapevano più dove condurci.

Dondola la notte e nel fruscio si torna ad essere

ciò che non si è mai stati, barche calme in attesa

di precipitare nel mare in tempesta. Negli abissi

i pesci saldano gli occhi a palla sui nuovi spazi

dove potranno occultarsi, divertirsi. Quanto resta?

Avvisa la morte quando la cerchi potrebbe ignorarti

ama le sorprese, ti allunga la vita anche se non vuoi.

Il padre di mia madre prende le distanze, ribadisce

con foga che l’acqua in fiamme separa dal mondo

e il profilo del paese è solo un asilo per cani randagi.

Quel vecchio guerriero scuote le inferriate del tempo

risale la collina: non aggiunge altro, né torna indietro.

Pequeña sinfonía para perros

Tendremos cuidado de no mostrar los caninos, lo azul

mitigado entre los brazos, el silencio se desborda, le tira

la cola al lobo que se arma de valor, levanta

el cuello y el aullido avanza en el aire matutino.

¡Estrella que escrutas con un ojo solamente invita

al ángel a levantarse de las espinas! Sabía más

que nosotros el gato quieto en el sol. No entrenados

sin respeto por el oído ajeno: padres maestros

amigos, nos la entonamos solos variando el ritmo

y la sinfonía insomne levanta ciudades en miniatura.

He quemado ramos hierba seca los zapatos con tacos

consumidos que ya no saben adónde llevarnos.

Oscila la noche y en el sussurro se vuelve a ser

lo que nunca hemos sido, tranquilas barcas sabiendo

que precipitarán en el mar en tormenta. En los abismos

los peces fijan los ojos saltones en los espacios nuevos

donde podrán ocultarse, divertirse. ¿Cuánto queda?

Avisa la muerte cuando la buscas podría ignorarte

ama las sorpresas, te alarga la vida aunque no quieras.

El padre de mi madre guarda las distancias, repite

con calor que el agua encendida separa del mundo

y el pueblo por su aspecto es sólo un refugio para perros callejeros.

Ese viejo guerrero sacude las rejas del tiempo

sube la colina: no agrega nada más, ni se regresa.

Chiamo da un altro pianeta

Un tuono e l’alba ci sveglia, una sorella esige

un armadio per i vestiti, la consolo dicendole

che presto (avrò avuto dieci anni) aiuterò lei

e gli altri fratelli. I morti spiano non chiudono

mai gli occhi. La luce mitraglia il paese, alza

la croce franata nelle case, rileva le impronte

del branco: la via è già qui e scalfisce la pelle.

Procedo masticando quello che mi devi

tra specchi dai grovigli inestricabili, tra vicoli

alterati da rosse venature, da disegni primitivi.

Foglie gialle resistono affusolate al ramo

godono del freddo, della calma. Ha le doglie

l’aria e il figlio che germoglia teme il padre

la malinconia dei nostri corpi convalescenti.

Tutto è perduto? Il vento sbaraglia i giorni

non per questo rintanati in casa

escono dal tetto e sotto la pioggia bruciano

sogni per fare altri sogni. Chiamo da un altro

pianeta: l’universo ci osserva? simili ma distanti.

Un rimbombo gli anni futuri, ciò che siamo stati.

Llamo desde otro planeta

Un trueno y el alba nos despierta, una hermana exige

un armario para los vestidos, la consuelo diciéndole

que pronto (tendría yo diez años) la voy a ayudar a ella

y a los otros hermanos. Los muertos espían no cierran

jamás los ojos. La luz ametralla el pueblo, levanta

la cruz desmoronada sobre las casas, recoge las huellas

de la manada: el camino está aquí y rasguña la piel.

Procedo masticando lo que me debes

entre espejos de inextricables enredos, entre callejuelas

alteradas por vetas rojas, por dibujos primitivos.

Hojas amarillas resisten ceñidas a la rama

disfrutan el frío, la calma. Tiene fuertes dolores

el aire y el hijo que germina teme al padre

la melancolía de nuestros cuerpos convalescientes.

Todo está perdido? El viento desbarata los días

no por ello encerrados en la casa

salen del techo y bajo la lluvia queman

sueños para hacer otros sueños. Llamo desde otro

planeta: ¿el universo nos observa? semejantes pero

lejanos. Un estruendo los años futuros, lo que hemos sido.

Nota

I tre scelti provengono dall’ultima parte dell’antologia Desde otro planeta, quella che raggruppa i testi provenienti dall’ultimo libro di Alessio Brandolini Nello sguardo del lupo (La Vita Felice, 2004).

Le traduzioni sono di Martha Canfield.

Alessio Brandolini

è nato nel 1958 a Frascati e ha vissuto i suoi primi vent’anni a Monte Còmpatri. Vive a Roma, dove si è laureato in Lettere moderne. Ha pubblicato le raccolte poetiche: L’alba a piazza Navona (in 7 poeti del Premio Montale, 1992), Divisori orientali (2002,  Premio Alfonso Gatto – Opera prima), Poesie della terra (2004, poi anche in spagnolo Poemas de la tierra , 2004, 2^ edizione 2014), Il male inconsapevole (2005), Mappe colombiane (2007), Tevere in fiamme (2008, Premio Sandro Penna), Il fiume nel mare (2010, Finalista Premio Camaiore) e Nello sguardo del lupo (2014). Suoi testi sono stati tradotti in diverse lingue e pubblicati su riviste italiane e straniere. In Costa Rica sono state pubblicate due antologie poetiche: En el ojo del lobo (2009) e Desde otro planeta (2014) entrambe nella traduzione di Martha Canfield. Nel 2013 ha pubblicato il libro di racconti Un bosco nel muro (Empirìa).Traduce dallo spagnolo e dal 2006 coordina Fili d’aquilone, rivista web di “immagini, idee e Poesia”. Nel 2011 ha fondato la casa editrice Edizioni Fili d’Aquilone.

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