Marco Ercolani – DESTINI MINORI

Italia1

 

In DESTINI MINORI Marco Ercolani (poeta e scrittore) una volta ancora racconta vite vissute, ma ci tiene ad avvertire il lettore nella quarta di copertina: “Vite di cui posso narrare solo nell’estrema brevitas. I nomi sono immaginari ma le storie, antiche e contemporanee, stravaganti e inattuali, sono vere, ritrovate in episodi di cronaca e in ricordi personali, suggerite da destini di artisti e di folli”. Va detto che l’autore è anche psichiatra e da molti anni analizza le correlazioni tra arte e follia. Nel libro, ogni racconto inizia con un nome e cognome di persone le cui storie si conficcano come proiettili micidiali al cuore stesso della complessità dell’essere e del pensare di ogni umano. E tutto ciò trasferito energicamente – per non dire vitalmente – sulla pagina, producendo un ritmo che si fa strada nella tensione esacerbata, tra fuoco e soffio, tra verità e fulmine. Immergendoci nella vita dei protagonisti viene alla memoria un detto del filosofo Edgar Morin: “Siamo condannati a un pensiero incerto, a un pensiero intessuto di buchi”. E qui, di buchi grandiosi della mente si tratta, che forse mai si rimargineranno. Il narratore intreccia le storie dei suoi “amati matti” affacciati sull’abisso e ci fa condividere il loro reale frantumato, la virtù dei loro capogiri fino a farli diventare parte del nostro paesaggio abituale intessuto di macroscopiche stelle dolenti. Avanti nella lettura ci diventano familiari anche i pittori dell’assurdo: Else Winkler, Erik Nolte, il “performer” Arthur Schwiren…) E poi chi non ha mai sognato almeno una volta di tentare  la più incredibile delle illusioni, ossia quella di dipingere un cielo vero al posto di una misera tela, come capita a Oskar Walter? Chi non vorrebbe per un attimo immedesimarsi nel gesto del postino di Melbourne nel racconto “Mary Wilson”? O nel mondo visto di schiena col binocolo rovesciato da parte di Benedicta Juarez? Ercolani riunisce in questo libro più di settanta racconti brevi – alcuni brevissimi, quasi capsule – i quali pur nella loro indipendenza fanno da eco l’uno all’altro e declinano le loro variazioni, i loro piccoli o grandi enigmi solidamente strutturati, nella luce melanconica di un solo e unico destino. Da notare in copertina le trois têtes di Alberto Giacometti, anch’egli artista ossessionale per eccellenza, copertina astutamente scelta dal narratore per “disingabbiare” questi Destini minori. I racconti sono favolosi (nel senso etimologico di fabula): permettono a tutti i personaggi di trasformarsi e di conseguenza trasformarci, di diventare un frammento vivente del dolore, dell’angoscia, del piacere, dell’assenza e talvolta mettono in luce le faticose relazioni tra individui. Marco Ercolani li fa muovere, li sorveglia senza posa nel periplo delle ferite, con amore, con empatia. Come se cercasse in essi l’impercettibile movimento di labbra che nessuna voce accompagna.

Nota di lettura Viviane Ciampi

Destini minori, Il Canneto editore, Genova 2016

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